Il gigante che sorride FB 2025

Pubblicato il 15 agosto 2025 alle ore 22:17
Ho scritto questo post prima che berrettini si ritrovasse nell'ennesimo problema muscolare. Consideriamo il pezzo un porte-bonnheur per il futuro.
 
Spero, tabelloni permettendo, in una finale Sinner-Berrettini a Roma; e magari a Parigi, e al massimo della goduria anche a Londra. Il problema a New York è la superficie, ma non si sa mai.
Come sapete, di sport me ne intendo, avendone praticati diversi e a lungo. Con il tennis però il rapporto non è mai stato confidenziale. Da bambini, io e il mio amico Giampiero ci siamo scambiati i ruoli. Lui è venuto qualche mese alla Pro Vercelli Scherma e io ho fatto altrettanto alla Pro Vercelli Tennis, dove però mi sentivo un po' "Che fa, batti? No, batti lei". Idem il Giampi a scherma, e così abbamo preso le nostre strade.
Il tennis però, sport da "mentecatti" capaci di stare ore e ore in campo a tutte le latitudini, diventa faticoso solo a guardarlo in tv. Ergo io, autolesionista e un po' fanatico, lo guardo sempre. Matteo Berrettini ha avuto stagioni molto sfortunate, con problemi fisici ricorrenti e dovuti anche alla sua morfologia "disordinata", con una grande potenza di fuoco ai piani alti e due gambette inadeguate che lo portavano a soffrire molto di schiena e al torace. Oggi, però, le gambette sembrano migliorate parecchio e, con pesi e misure ricalibrate, il Gigante che voleva sorridere sta di nuovo incominciando a farlo.
Tutti a parlare della vittoria di ieri su Zverev a Montecarlo, con il tedesco a guardarsi intorno e lamentarsi per non aver digerito la sconfitta, e parlando di "crisi incomprensibile". Sbagliato, caro Lungagione. Ieri hai giocato molto bene, ma Berrettini ha giocato meglio, a un livello stellare. Non lo dico io, ma la partita stessa. Uno scambio di 48 colpi alla fine del terzo set è una cosa inumana, con quella potenza e intensità. Matteo ha dimostrato di incassare errori e distrazioni, per poi rilanciare con l'"all in". Alla fine, come molti hanno riportato, ha parlato del pubblico (nel Principato si gioca in casa) e dell'aver giocato con il sorriso sulle labbra,
Lo sport, tennis compreso, non è solo un lavoro molto produttivo per i professionisti, ma a certi livelli diventa la santificazione laica della propria esistenza. Ecco perché i Baggio, le Goggia e Brignone, e oggi Berrettini, non mollano mai.

 

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