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Esce ufficialmente venerdì 8 marzo "Brutal youth" ("Gioventù brutale"), ennesimo nuovo album per Elvis Costello, l'eclettico musicista inglese (vero nome Declan MacManus) che da diciotto anni riempie di sé la scena rock mondiale. Va subito detto che si tratta di un ritorno alle origini, dopo le recenti contaminazioni con Paul McCartney, coi musicisti classici del Brodsky Quartet, con produzioni per conto terzi, con i Pogues e con l'ex cantante dei Transvision Vamp Wendy James. Rock lineare, ottime melodie, testi moderatamente metropolitani sono il "succo".
"Torno in concerto con gli Attractions - ci spiega - perché sentivo il bisogno di avere accanto la vecchia band. Ho apprezzato molto anche la presenza di Nick Lowe nel disco, artista con cui ho suonato ai tempi di "My aim is true", il mio primo album‡. Costello arrivò sulla scena punk con il suo look del tutto simile a quello di Buddy Holly, e un sound a cavallo tra il rock inglese più ortodosso e una specie di paleo-rockabilly; il tutto rivestito da testi intelligenti, frutto di predisposizione e buone letture.
Continua: "Anche nell'aspetto ho voluto ritornare indietro. Diciamo che, in un cassetto, ho ritrovato forbici e rasoio"‡. L'album, per ammissione dell'autore, è parzialmente autobiografico (con tanto di foto da bambino) e va letto su diversi piani. C'è l'animo buono e quello cattivo, il rock e la poesia. L'esperienza con il Brodsky Quartet, in "The Juliet letters", è stata fondamentale, e potrebbe ripetersi in futuro. Il disco, comunque, ha molte fonti d'ispirazione".
Costello è un autore estremamente prolifico: "Recentemente ho cantato Kurt Weill per la colonna sonora di un film canadese. Prima o poi uscirà un album di "cover" - c'è anche un duetto, ma non vi dico con chi! - pronto già da tempo". Della collaborazione con Paul McCartney, Elvis ha un ricordo abbastanza distaccato: "I Beatles, naturalmente, hanno influenzato diverse generazioni di musicisti. Io, però, non ne sento la diretta dipendenza. Sono comunque fiero di aver avuto l'opportunità di lavorare con Paul!".
Poi confessa di aver impiegato solo un weekend per scrivere le canzoni incise da Wendy James, e pochi mesi per il nuovo album, realizzato "in maniera discontinua". In mezzo, tra le altre cose, c'è stato anche un mese a Firenze, per studiare l'italiano. "In verità - conclude Elvis - è stata mia moglie a lanciare l'idea. La cosa mi ha interessato subito, anche se i risultati sono ancora scarsi... Mi piace assorbire la vostra cultura, e considero l'Italia un paese molto bello. La politica? Non ho la presunzione di capirvi; è pi` facile seguire il calcio!". Un ultimo apprezzamento per Enrico Ruggeri, di cui conosce la musica, e Costello dà l'appuntamento per i concerti di fine anno. Con curiosità.
Bruno Marzi
La mia foto di Costello è più recente, ma verrà sostituita a breve con una assieme agli Attractions originali a Montreux...
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