Criptotruffa FB 2025

Pubblicato il 16 agosto 2025 alle ore 21:27
Quando dico che "Fuori TG" di Raitre ogni tanto affronta tematiche "del put" (come si dice dalla mie parti) mi riferisco, per esempio, all'argomento di oggi: i bitcoin. Voi siete ragazzi à la page e sapete di cosa parlo. La moneta elettronica si sta rivelando la più grande truffa economica del Millennio, e solo l'anno scorso ha avuto ben 5,7 miliardi di dollari (veri) di "quota raggiro". Voglio essere chiaro, e mi riferisco in particolare all'italia, ma non solo ovviamente. Un Paese in cui la quota di famiglie al disotto della soglia di povertà relativa o assoluta è oltre il 23,3 per cento (ISTAT oggi) invece di contestare i governanti e i padroni per la loro ingordigia (e uso un termine civile) dovrebbe interessarsi a un presunto valore che vive solo all'interno di super computer, e poi spesso sparisce?
I bitcoin, in giro da anni e ormai divisi in centinaia di sottocategorie, promettono interessi folli che dipendono appunto dal fluttuare elettronico all'interno di supercomputer. Insomma, tu devi pagare cash soldi veri e loro ti accreditano la cifra in criptovaluta. A ben vedere, già il termine "criptovaluta" ricorda per assonanza la mortale kriptonite di Superman (che, guarda caso, è verde come il dollaro) e l'affidabilità a medio-lungo termine ricorda molto la pizza di fango del Cameroun...
Allora, perché molta gente, malgrado i pericoli, investe in bitcoin? principalmente perché sono comunque ricchi e "giocare" d'azzardo li fa sentire vivi. I poveri, invece, pensano di fare il colpo grosso, come con la cinquina al Lotto, ma le probabilità sono contro di loro. In proposito, anche se c'entra poco con i bitcoin ma sono sempre soldi buttati (non mi riferisco a chi gioca 10, 20 euro alla settimana perché "non si sa mai"... Però smettete di fumare: vi vedo!) voglio ricordare un episodio famoso. Nel 1996, in un Centro Commerciale del bergamasco a Curno, ci furono svariate e anomale vincite al "Gratta e vinci". Certe persone avevano decine di tagliandi vincenti per centinaia di migliaia di euro (svariate decine di milioni di lire). E' passato alla storia un giovane che si fiondò alla concessioonaria Ferrari, dando un anticipo, confidando nel denaro vinto. I Monopoli di Stato si accorsero di quei sessantamila biglietti errati e bloccarono quasi tutte le vincite, comprese quelle del ragazzo in Ferrari, che perse auto e caparra.
Nemmeno dello Stato ti puoi più fidare, figurati dei bitcoin. Ma va?

 

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