
Non è una pericolosa iniziativa carbonara, ma una vera caccia al tesoro automobilistica che nelle quattro settimane di aprile del 1967 riunì una enorme quantità di automobilisti per un gioco tanto ingenuo quanto socializzante. Ricordiamoci come eravamo in quegli anni: entusiasti, poveri ma belli, orgogliosi e... con l'autoradio in macchina (e non le rubavano. Erano solo in Onde Medie e collegate con la Rai). Io, quasi quindicenne, facevo da "navigatore" a "Babbo Celoria", all'epoca concessionario Fiat e altro a Vercelli (poi presidente della Pro) e amico di mio papà, che era il comandante dei vigili. Se non ricordo male, usavamo una nuovissima Autobianchi Primula Coupé che si faceva notare. Si andava all'Aci la domenica mattina, e loro ti consegnavano una busta con itinerario e quiz vari, molti facili ma uno, quello finale, sempre complicato. RIcordo quello che ci chiedeva di cercare l'Enaoli (Ente nazionale assistenza orfani dei lavoratori italiani) che era sconosciuto ai più (e anche ai meno) e nascosto in un vecchio palazzo di uffici vicino al Comune.
In più dovevi ascoltare la radio in orari precisi, ed era Mina a darti le indicazioni, mica un qualsiasi trapper in autotune e mutande. Ci furono ancora alcune edizioni (e si ricorda una versione piemontese nel 1950) e poi il mondo cambiò. Insomma, ci si divertiva senza spendere nulla se non per la benzina, normale e attorno alle 80 lire al litro. La classifica era unica e nazionale, e i gareggianti erano centinaia di migliaia. Mai una discussione, mai un problema, se non per piccoli tamponamenti casuali creati dalla smania di vincere. Si potrebbe fare una cosa del genere oggi? Assolutamente no. Ci sarebbero morti, manganellate, schifezze varie. E' un peccato, però.
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