Cinque anni fa: la crisi del live FB 2020

Pubblicato il 18 agosto 2025 alle ore 00:10

 

PER CHI HA POCA MEMORIA STORICA, O E' TROPPO GIOVANE, VORREI RICORDARE CHE UNA CRISI DEI CONCERTI IN ITALIA E' GIA' AVVENUTA NEGLI ANNI SETTANTA, E NON PER MESI MA PER ANNI. Le ragioni erano differenti, e anche la dimensione del business, ma il risultato fu che i miei amici di Medianova Spettacoli di Torino riempivano un centinaio di pullman e portavano i ragazzi italiani all'Hallestadion di Zurigo per vedere le grandi star. In pratica veniva allestito uno show in più per i nostri connazionali nella grande arena velodromo. Le ragioni, dicevamo, erano di natura politica e di ordine pubblico. Iniziò tutto a Milano, ai concerti di Chicago, Santana, Led Zeppelin al Vigorelli per il Cantagiro, e via dicendo. I primi a riproporsi in tour, con lo stesso De Andrè, furono appunto i cantautori. In primis Venditti e De Gregori, e sappiamo cosa successe al Palalido di Milano. Le cose si stabilizzarono attorno al 1979, mentre ero militare. Ma la cosa non mi impedì di seguire i due show di Patti Smith a Bologna e Firenze, con un impianto inadeguato per uno stadio, ma andava bene così. Poi i Weather Report, Bennato a San Siro, e finalmente Bob Marley. Nel frattempo, un giovane promoter milanese che si era fatto già parecchie ossa, tale Trotta, portava con grande successo tutta una serie di artisti famosissimi ma di nicchia, con notevole successo di pubblico: John Martyn, Bruce cockburn David Bromberg Leo Kottke Mike Bloomfield John Renbourn Group John Renbourn And Stefan Grossman Davey Graham Duck Baker, Ry Cooder Kicking Mule, Guitar Festival Travelling Fiddle Festival Burrito Bros, George Thorogood and The Destroyers L'elenco è di Claudio perchè io li vidi quasi tutti (compresa una bella intervista a Bloomfield) ma di certo non ricordavo l'intera mappazza. La normalità tornò appunto di primi anni Ottanta, per culminare con il Boss a San Siro nel 1985. Nel frattempo i management nostrani, sempre fragili nei confronti delle Agenzie americane, inglesi, francesi e olandesi, poco alla volta cambiavano pelle fino a diventare quella enormità che sono oggi, business decisamente superiore a quello dei discografici. E, stranamente e con l'eccezione di un amico che ben conoscete, sono diventate Società di capitale a maggioranza straniera.
 
La mia foto è di Frank Zappa a Zurigo nel 1979

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