
Gli amici non si possono scegliere, anche se non li vedi da tempo e l'ultima volta fu in un camerino milanese modello ciminiera. Ho capito: non mi hai mai perdonato di quella volta che ti portai a Linate dalla Numero Uno e non ti permisi di fumare. Tu abbassasti il finestrino e goffamente fumasti con il capoccione fuori. E tutti ti salutavano, perché eri già la "condanna" per tanta gente. Con noi c'era anche il caro Michele. "Strano uomo, Michele". Quante avventure... Premesso che sono più "ggiovane" e toccherò la cifra tonda tra un paio di mesi, credo che la nostra generazione (largheggiamo nelle date, va') sia stata tutto sommato molto fortunata. Tutto, comunque sapeva di bello. Io in campeggio e tu in un hotel di lusso che non c'è più, ma una certa ora eravamo tutti lì. Tu che giocavi a carte con Francesco e quel famoso fabbricante di camicie di lusso che poi te ne fece una collezione (tutte bianche). E poi (anch'io non me la sono cavata male a ragazze) che potevo ammirare la cara Simonetta in un mini bikini di daino con frangette...
Insomma, ho visto l'elogio che ti ha fatto il buon Schipani, che però non permette i commenti a quasi tutti. A Fra'... Ciò premesso, spero che Verdone, altro tabagista, si metta una mano sulla coscienza per entrambi, e che tu trovi ancora l'ispirazione per un paio di "canzoncine" comme-il-faut. Se poi i dischi non si vendono più, chi se ne frega. Torneremo ai cantastorie. Oppure canto io.
Ancora un anno, e un'altro, e via dicendo.
Bruno di Vercelli, trapiantato a Magenta a causa di una ragazza in gamba.
La foto è tratta dal mio servizio per la copertina di "Da San Siro a Samarcanda". qui con Gato Barbieri.
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