
Prologo. Poche ore fa Carmen Consoli ha finalmente portato a buon fine la festa per i suoi venticinque anni di carriera, che causa covid sono diventati ventisei. Ma fa niente; come per le Olimpiadi. Per la circostanza, io e un collega milanese chiediamo il pass foto a un'agenzia romana. L'ok ci viene dato solo poche ore prima. Diciamo "no, grazie" a un altro impegno e andiamo speranzosi a Verona, località Arena. Spettatori presenti: seimila.Epilogo. Ritiriamo il pass all'arcovolo da simpatiche addette veronesi. Una volta entrati, scopriamo che trattasi di sole tre canzoni iniziali. Il fatto è che Carmencita ha una ventina di ospiti cantanti e parlanti, ma ovviamente dalla quarta canzone in poi... Nessun responsabile dell'agenzia che ci ha accreditati si presenta. Nessuna spiegazione. L'unica ragione per la quale eravamo partiti dalla Lombardia, che è quasi casa mia, era legata ovviamente alle immagini degli ospiti con la Consoli. Niet, nisba.Ci chiediamo cosa uscirà domani sui quotidiani. La solita foto gratuita delle prove? O peggio?Vi risparmio altri aspetti degradati del nostro (ex) mestiere e metto a fare buon peso due immagini della serata per la simpatica sicula. Che ho praticamente visto nascere, musicalmente. Ma questo conta poco assai.Una brutta storia e una cattiva abitudine di mancanza di rispetto. Esattamente come ante Covid. La storia non insegna e l'alterigia rimane.
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