Mi sta a cuore invece la faccenda del divieto degli smartphone nelle aule scolastiche. E' giustissimo e, tecnicamente, esisteva già da anni ma mai applicato, con l'eccezione degli esami di Stato e simili. Voglio essere chiaro. Non si tratta di una limitazione alle libertà personali (perlopiù di minorenni... ) ma di un tentativo di rendere di nuovo la scuola una struttura di vero apprendimento.
Peraltro, invece di impedire fisicamente l'ingresso in aula dei telefonini (i computer che si usano in classe hanno collegamenti in Rete) sarebbe più semplice e poco costoso dotare ogni aula di un disturbatore (jammer) del costo medio di 8 euro. Fino ad ora illegittimi perché potrebbero disturbare chiamate di emergenza. Nella realtà tarabili facilmente per i pochi metri quadrati di ogni aula. Facili da controllare e sostituire.
Vengo al motivo della mia adesione a questa regola. Una volta gli stratagemmi per copiare, aiutarsi a vicenda in un compito in classe et similia consistevano nei classici "pizzini" nascosti alla bell'e meglio; braccia "tatuate" con la biro di formule e frasi, tazze dei cessi intasate di "ausili". Tutto molto ingenuo e abbastanza tollerato. L'uso dei telefonini in aula oggi è per solo scopo ricreativo. Cioé: cazzeggio continuo e scarsa se non nulla attenzione. Anche lo smartphone poi può evidentemente svolgere la funzione di "aiutino", con gente che per un clic in più mette online soluzioni a problemi, traduzioni e quant'altro.
Infine, La cosa più importante sarebbe ricreare un tipo di convivialità tra i ragazzi non basata su puttanate come selfie, mode, discussioni rozze e sgammaticate, sbruffonaggini varie. Ovviamente usciti da scuola, i ragazzi tornerebbero alle normali abitudini. Però, quella pausa di cinque ore per sei giorni alla settimana...
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