Non parlo del disastro ignorante e becero per la terrificante telecronaca della cerimonia di apertura, ma di quello che vedo adesso, in questo momento. O non vedo su Raidue, definito pomposamente "canale olimpico", ma solo soletto, coadiuvato da RaiPlay con i limiti di una app che funziona malissimo e dai Rai Sport in maniera surrettizia. Per esempio, mentre va in onda la prima manche - terrificante - dello slalom speciale da Bormio, le possibibili "dirette" sono molteplici e tutte trascurate, a partire dal bob a due, con l'immagine della prima discesa italiana messa in riquadro mentre sta per scendere Vinatzer (poi caduto come molti). Poi alla faccia dello spirito olimpico che vede la curiosità - chessò - di osservare il discesita birmano, la diretta (diretta? Nel curling spesso spacciano per diretta una differita di parecchi minuti) passa giustamente allo short-trak (scusa, birmano... ). E che fa RaiSport? Manda la replica di una partita di pallavolo femminile... Giornalisti, cronisti e commentatori, però, sono schierati come se dovessero gestire un lavoro folle.
Questa è la Rai, signori, che poco o tanto comunque paghiamo. Era già così negli anni scorsi, con tutti gli sport persi per strada a favore dei privati, ma un trattamento del genere per le "nostre" Olimpiadi è criminale. La concorrenza? HBO Max (che si può pagare o disdire mese per mese. Spesa circa 12 euro) tramite Eurosport mostra tutto (TUTTO!) in assoluta diretta con decine di canali dedicati. Parlando in vulgata, in un Paese che negli anni ha perso in maniera abnorme il potere di acquisto (dopo un passaggio all'Euro - ricordiamolo - sanguinoso) il rispetto per il lavoratore "normale" non prevede più un momento di svago gratuito o quasi.
Arianna Fontana in caccia grossa...
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