Ho apprezzato, nell'insieme, la serata di chiusura delle Olimpiadi Invernali di ieri notte all'Arena di Verona. Tante cose buone, con il gruppo di lavoro di Marco Balich, nall'antica dizione di Filmaster con Alfredo Accatino. Si capisce che, se a grandi professionisti concedi maggiore libertà e meno protocollo, il risultato risulta migliore. Ho apprezzato anche il defilarsi del sindaco di Verona Damiano Tommasi (il calciatore con la laurea) che appare per un attimo all'inizio accanto a Francesco Pannofino e poi evita la sfilata di rito, magari accanto alla Gioggia e al mussoliniano presidente del Senato. Vengo rapidamente al titolo.
Il momento migliore, secondo me, della serata è avvenuto con il connubio tra Joan Thiele (la ventiquattrenne cantautrice di Desenzano già premiata con il David di Donatello e nomination al Nastro d'Argento per "Proiettili") e quel fisicone di Roberto Bolle, in bilico tra una acrobazia circense e un nobile ritorno a terra. Belli anche i costumi di scena. Peccato però che, solo poche ore dopo, un'enorme gaffe giornalettara fosse dietro l'angolo. Non del conduttore della serata, quasi sempre preciso e puntuale, nonché non invadente e nemmeno presuntuoso. E' avvenuta invece al TG3 delle 12 (il meno peggio della Rai) dove però una palese ignoranza generazionale (essere giovani, se fai la giornalista, non è una scusa) dove nel servizio di commento, la cronista ha sottolineato la bellezza del momento, spiegando che a crearla erano state, parola più parola meno, "la performance di Roberto Bolle e la musica di Joan Thiele". Direte che sono un rompiballe precisino. E' vero ma non sempre. Scelgo con cura le cazzate altrui...
La cosa è grave quanto banale, dato che appunto la talentuosa artista è autrice di quello che interpreta. Peccato però che il brano fosse "Il Mondo" di Jimmy Fontana, celeberrimo in tutto il Mondo da sessant'anni ma sconosciuto per la redazione del TG3. Capisco che sparare contro il tg "meno peggio" del (dis)servizio pubblico sia poco educativo, ma credo necessario. Il grandissimo Jimmy Fontana, cantautore e autore di grandi successi (ma bastava questo brano scritto appunto da Jimmy Fontana, Lilli Greco e Carlo Pes per la musica e Gianni Meccia per il testo) ha vissuto il periodo d'oro, il 1965, della romana Casa discografica RCA democrista e americana ma illuminata dall'onniscenza musicale di Ennio Melis, della cui stima e amicizia ho avuto il piacere non molti anni dopo.
Recentemente, "Il Mondo" era stata massacrata in uno spot pubblicitario cantato orrendamente, come riportai qualche mese fa.
Aggiungi commento
Commenti