La consegna, ieri, agli inquirenti pavesi dell'attesa perizia della dott. Cattaneo ha dato un'accelerata drastica al dipanarsi di mezze verità e bugie da parte di molti protagonisti della vicenda di Garlasco Torno sull'argomento obtorto collo solo e sempre per il solito motivo: la ricerca della verità "vera" farà solo un gran bene al nostro senso di giustizia collettivo, perché questa bene o male è la Storia Ragina di ogni ulteriore battaglia. Nel titolo cito la celebre commedia di Molière nella quale due provincialotte sbarcano a Parigi spacciandosi per gran dame, per essere poi scoperte attraverso la servitù dei nobili, cioé - ecco la finezza di Molière - in realtà da parte del popolo.
Da mesi sento dette e scritte cazzate che non stanno nè in cielo nè in terra, alle quali alcune buone trasmissioni televisive stanno dando serie risposte. Ieri il generale per grazia ricevuta Garofano ha subìto un attacco duro e motivato a "Lo stato delle cose" perché, grazie alla messa in onda da parte dell youtuber Bugiagalla si è avuta la conferma che l'allora capo dei R.I.S. di Parma (o poco dopo) divulgò a una giornalista sua amica notizie coperte dal segreto istruttorio. Lo dice l'avvocato dei Poggi, Tizzoni, parlando con la madre di Chiara. Allora torna tutto, e le palate di cacca in arrivo sembrano consistenti da parte di "chi di dovere". Alla faccia della sentenza "passata in giudicato".
La consulenze della famiglia Poggi, fatte da parenti e amici degli amici, non hanno mai trovato alcun credito, atte solo a spostare l'attenzione mediatica sul già condannato Stasi e allontanare brutti pensieri su Marco Poggi, e quello che sa o non sa. Io sono abbastanza convinto che Stasi sia stato un capro espiatorio per altre brutture, e che Marco Poggi - me lo auguro! - e Andrea Sempio non abbiano ucciso la povera Chiara ma sappiano tutto, sotto una cappa di schifosa e indicibile omertà.
Eccoci allora ad avvocati e consulenti di Sempio, o semplici conoscenti come Cassese, sempre più "non ricordo". Ieri sera Angela Taccia, di nuovo con gli occhiali alla Crudelia De Mon, ha difeso le posizioni di trincea, che sostanzialmente sono le stesse di Cataliotti, che però è più sfrontato nelle sue certezze tutte da verificare. La mia premessa logica è che Sempio, pur non colpevole di omicidio, fosse sulla scena del delitto in un certo spazio di tempo, assieme ad altre persone di ambo i sessi. Non è mai stato a Vigevano quella mattina, e lo stesso consulente Palmegiani ha ammesso che la "prova" sui tempi di percorrenza da Garlasco a Vigevano fu fatta un 17 dicembre alle 8 di sera... Idem per quanto riguarda la querelle sulle celle telefoniche, pazzerelle a sua detta. Lo ha affermato stamani a "Mattino Cinque" (quante me ne hanno dette perché trovo la Panicucci e i suoi collaboratori molto bravi) ormai insicuro nel ruolo di parafulmine in tutta la faccenda. Adesso però, con chiarezza, dico la mia su alcune cose di cui ho personale certezza.
Sempio non è mai stato a Vigevano quella mattina. Conosco bene la zona, abitando da trent'anni a Magenta e parcheggiando molte volte in quella piazzetta sia quando era più "piccola" sia in tempi recenti. Con il collega Massimo, che mi è testimone, siamo andati decine di volte a lavorare al Castello Sforzesco parcheggliando, o cercando di parcheggiare, lì. Difficile, improbabile a qualsiasi ora dato che la piazza Ducale, salotto della città, è sempre pieno di turisti o di persone che vanno verso i negozi, se sono aperti...
Ebbene, la Fiera di quel 13 agosto NON permetteva in alcuna maniera di raggiungere la destinazione in meno di quaranta minuti e forse più. Lo dico con certezza perché a Magenta il 16 di agosto si tiene la Fiera di San Rocco, e dalla mattina presto fino all'una circa (poi molti smantellano) passano - lo dice la Polizia Urbana - non meno di trentamila persone. La stessa cosa accade a Vigevano ma anche, per esempio a Robecco sul Naviglio, la cui fiera (stesso periodo) occupa mezzo paese e si parcheggia quasi a Magenta. L'avvocato Cataliotti mente sapendo di mentire, quando parla di "maggiore affluenza" al pomeriggio. Ultima cose, empirica, sulle celle telefoniche. A casa mia, per molti anni, cambiando stanza (e NON facendo sei, settecento metri) la cella Sip passava da Lombardia a Piemonte. Quindi è ovvio che, in tempi più recenti ma analoghi, se Sempio si fosse spostato veramente e fosse uscito da Garlasco la "cella" sarebbe cambiata e più di una volta.
I Preziosi Ridicoli sono alla frutta, e la verità sta per colpire come una mannaia. Prevedo parecchi fermi di Polizia a breve...
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