Anche quest'anno ho confermato la regola, e non solo NON l'ho guardato (come faccio da anni) ma nemmeno l'ho messo in registrazione. Parlo del Festival di Sanremo ovviamente. Non mi interessa. Dopo trent'anni di frequentazione pedissequa e lavoro laggiù ormai la disintossicazione è totale e irreversibile. Poi però è successa una casualità. Stamane, mentre scorrevo sul telefonino il mio Facebook, mi sono soffermato sui video di plastici ferroviari, che mi rilassano, di americani che alle Olimpiadi hanno scoperto la pasta, mi divertono e magari dimenticano Trumpf e le sue malefatte. Poi, sempre scorrendo, passate un paio di chiappone che ti fanno il "vedo non vedo" inguinale, è arrivata una storica intervista della Carrà a David Letterman negli anni Ottanta, a cui faceva seguito "Lei verrà" in duetto tra Loretta Goggi e Mango, molto bella. Ed ecco, alla fine, dal nulla compare Arisa direttamente dal Festival di ieri sera, che non vedo e non vedrò.Vestita elegantemente, ben attrezzata, anzi super attrezzata (cosa pensate, boccaloni?) con una voce riconoscibilissima, squillante e intonata naturalmente. Canta un suo brano: "Magica favola". Ha sempre avuto lo spirito da cantautrice, anche in quel 2009, mio ultimo Festival, in cui esordiva con "Sincerità", vincendo tra i giovani (poi tra i big nel 2014), unica uscita intonsa artisticamente - un po' anche Leda Battisti - dalla grotta del Tuscolano di Mogol, ma fortunatamente dotata di vita propria, malgrado allora l'avessero conciata in maniera terrificante, perché il "credo" profetico è più per l'apparire che per l'essere. Le andò comunque bene.Sono contento per lei, insomma, perché in quei trenta secondi di ascolto (vi garantisco che bastano, se sei veramente del mestiere) ho trovato una vocalita perfetta, potente e personale (e questo lo sapevo) con una miriade di micro salti di tonalità eseguiti con nonchalance e una predisposizione naturale di puro talento. E, ricordo, parliamo di un brano cantautorale (assieme a Giuseppe Anastasi, quello di "Sincerità") e non della reunion di sei o sette autori, o sedicenti tali, per un'unica "fatica". La canzone, poi, ha anche un preciso senso melodico, miracolosamente.Insomma, avrete capito che Rosalba Pippa, nata a Genova ma potentina e di anni 42, mi sia oltremodo simpatica. So che è reciproco. Sapete che per me un'artista deve essere un mix di talento ed espressività, oltre che di intelligenza emotiva. Lei, che se ne fotte del nasone o della morbidezza del suo corpo, ha sensualità da vendere, per chi se ne intende. Con tutta la simpatia, le varie Elodie non ci arriveranno mai.La mia foto è post covid, alla presentazione di un suo disco a Milano. Si capisce l'idem sentire...
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