Questa che spero leggerete è la seconda versione del post, che la merdaccia faccialibro ha bloccato per problemi tecnici suoi a un secondo dalla pubblicazione. Ci riprovo, ma la prima era venuta proprio bene. In sintesi, domani 20 aprile faccio settantadue anni (72!). Il giorno che sono nato, nella nursery del vecchio Ospedale di Vercelli, quello di fianco a viale Garibaldi (o quel cesso che ne rimane, del viale... ) nevicò con una certa intensità, e mi dicono che, alla presentazione parenti, feci la pipì nel taschino del camice dell'infermiera. Questo riporta la leggenda, ma mi sento di concordare. Iconoclasta sempre e comunque, o almeno ci provo.Il pensireo triste è che molti amici e parenti più giovani di me siano altrove - o da nessuna parte in verità - ma non va ad inficiare la serenità di un momento personale, direi, rilassato. I vaffanculo taumaturgici sono sempre nel mio sillabario, e vi garantisco che fanno molto bene, specialmente in questo momento in cui il vivere civile sia considerato un difetto, e l'arroganza, la maleducazione e l'invidia - spesso immotivate - sono assurti a koiné prevalente per un Mondo fuori di testa sottomesso a una banda di pazzi assassini.Ergo, cerchiamo oasi di tolleranza in noi stessi; peraltro tranquillizzati, a lunga scadenza, sullo stato di salute ottimale per le prossime avventure. Già: la salute. Alla fine, la saggezza popolare ci impone di approvare una hit parade delle necessità ben chiare. A seguito della morte di una cara amica, e di alcune dichiarazioni scomposte e immotivate delle tricoteuses di turno (in particolare una, che con gli abiti ha confidenza) e pensando forse un po' alla mia serenità, vi ho confidato la mia stanchezza per Facebook, per come è (pieno di merda e di fake. Io che ai troll ho sempre preferito i New Trolls... ) spingendomi a dichiarare la chiusura della bottega. Su pressione benevola e insistente di tantissime persone, alcune sconosciute, ho fatto un parziale dietrofront perché, come ho detto e prima pensato, solo gli imbecilli e i politici non cambiano idea.Eccoci allora a domani e al tagliando dei settantadue. Per fortuna, assieme alla Ade, lo vivo un po' come l'inizio di un nuovo e spero generoso step fisico e culturale, con l'intenzione di terminare l'anno iniziando, per contro, una serie di nuovi impegni, intellettuali (o stupidi, si vedrà) e addirittura sportivi, cercando di tornare sulle mie amate pedane di scherma. Alè!...
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