Scusate il titolo "chiassoso" e solo apparentemente fuorviante, che spiegherò velocemente. In questi giorni si ricorda che quarant'anni fa uno dei "noccioli" dei reattori di Chernobyl fuse letteralmente, mentre gli altri tre, del tipo RBMK-1000 (il quinto e sesto in costruzione) per fortuna - si fa per dire - non furono interessati dal disastro. l'incidente avvvenne nella notte del 26 aprile 1986, ma l'Unione Sovietica - more solito - secretò la notizia per alcuni giorni, malgrado le indiscrezioni che comunque fuoriuscirono come le nuvole radioattive che invasero tutta l'Europa, su su fino alla Norvegia. Non c'era Internet e nemmeno i telefonini. A parlare era la Tass o i Servizi Segreti.La nuvola radioattiva raggiunse l'Italia nel weekend. Io ero a Chiavari a giocare una partita di baseball sotto una leggera pioggia. Giornataccia anche perché,a causa del campo da calcio pelato e in terra battuta, come ricevitore presi una pallina in faccia durante il riscaldamento, con successivo pronto soccorso e occhio da pugile suonato. Ergo: ricordo tutto perfettamente.Il disastro della centrale nel Nord dell'Ucraina coinvolse subito Bielorussia, Russia e in generale i Paesi dell'Est, per poi proseguire in Europa, seguendo semplicemente il vento. Nell'area di Chernobyl furono evacuate nella notte quattrocentomila abitanti. I primi tentativi eroici di fermare l'incendio provocarono vittime a breve e lungo termine. Si calcola che nell'immediatezza circa novemila persone morirono in pochi giorni o pochi mesi, mentre i danni sanitari a lungo termine sono ancora in atto, per non parlare delle gravidanze interrotte o "mostruose" e i mille altri rivoli di una tragedia annunciata. Non a caso l'attuale contenitore del nucleo fuso si chiama "sarcofago".I reattori sovietici erano già allora obsoleti ma sicuri, ovviamente fino ad un certo punto. Perché allora la citazione di Garlasco (promozionale... ) e quindi di tutta l'Italia? Il motivo forzoso in realtà è semplice e molto serio. In molti - un po' come per il Ponte sullo Stretto che, se ci fosse veramente volontà e maestranze, carpentieri cinesi e bergamaschi, costruirebbero in un paio d'anni.... Ehhhh!! - tornano a parlare di nucleare in Italia, mentre si fatica ancora a smaltire il materiale fissile di Trino, Saluggia, Caorso e Garigliano.A questi signori ricordo alcune cose semplici. Se si decidesse domani di iniziare i lavori, occorrerebbero circa vent'anni per l'operatività (io ne avrei 92) ma non con la Terza Generazione che dà ancora parecchi problemi ai francesi. E a proposito della Francia, ricordo che Superpénix, la mega centrale di Lione a 105 chilometri dall'Italia, è stata smantellata proprio per la sua pericolosità e per le proteste non solo ambientaliste. Se fosse accaduto un incidente (e il rischio c'era) tutto il Nord Italia, la Svizzera e ovviamente la Francia avrebbe avuto danni pesantissimi, tipo bomba atomica nelle vicinanze e notte radioattiva in generale.I tifosi del nucleare in Italia, che in visita a Chernobyl non ci sono mai andati, sanno benissimo che l'Italia, con la Germania per esempio, è uno dei Paesi più attrezzati al Mondo per fonti alternative, dal fotovoltaico all'eolico, ricordando lo smantellamento dell'idraulico alpino e appenninico nel Secolo scorso. Non funziona più la filastrocca della scarsa redditività. More solito, il problema è solo di ignoranza politica, mancanza di visione e di resistenza alla novità in generale. Ci sono altre mille spegazioni ma le risparmio. Insomma,dobbiamo ritenerci fortunati se possiamo limitarci a dipanare i Misteri Eleusini di Garlasco e non l'Armageddon nucleare "per sbaglio" sotto casa.
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