Quello che (non) passa il convento

Pubblicato il 1 maggio 2026 alle ore 18:06
Finisce Sinner, e casualmente salta fuori ol concertone-one-one del Primo Maggio. C'è una band che dovrebbe fare rock con il bassista che canta. Canta? Mia moglie esce con un: "Ma è afono e stonato?". Preciso che la Ade, a suo tempo, ha ascoltato roba buonissima. Per dire, eravamo assieme a Berlino per "The Wall" il 21 luglio 1990. E pure la sera prima alla prova generale. A volte canticchia "Giggi" D'Alessio ma la perdono... Insomma: centro pieno. Poi appare la mia amica Arisa, supermagra e fa un po' impressione. Di seguito, una tizia che gracida con un'espressione da suicidio, ma ancora più triste. Basta, cambio canale e scendo a fare altro.
Questa è la sintesi. Ah, il famoso "siamo cinquecentomila!" dei bei tempi non l'ho sentito, ma per esperienza, quando la telecamera si gira e inquadra la gente, divisa in ampi spazi e settori, tipo il Papa in piazza San Pietro, ma di più. Il mio occhio scafato dice meno di ventimila, più giusto quindici. Hanno abolito la naja, e nemmeno il Concertone dovrebbe essere obbligatorio (anche perché sparsi nella Penisola ce n'è di migliori). Scrivo queste righe e c'è ancora uno che stridula. So che più tardi c'è qualche vecchio amico come Pelù, però... In sintesi: che due coglioni!
Non ho il coraggio di prendere un'immagine dalla Rete. Meglio una cosa mia, a proposito di "The Wall"... (dedicata a quelle merde dell'aranciato e del suo amico sionista genocida).

 

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