Comunque, ci siamo. Siamo ai salti e ai lanci finali, e la gara è ancora aperta e circoscritta. Salto in alto e salto in lungo, ma in primis il getto del peso. Gli allenatori hanno portato avanti le rispettive tattiche ma non sempre hanno fatto il bene degli atleti, anche perché il doping, quello vero e massiccio, pare abbia una sua parte nella storia. Fine anteprima, come nei peggiori talk show.Tra oggi e domani a Pavia, gli inquirenti sentiranno le gemelle Paola e Stefania Cappa (una è pure avvocato e madre. L'altra... Boh... ), per la terza volta Marco Poggi e infine, però alla stessa ora e nello stesso luogo, l'inquisito e a dir poco problematico Andrea Sempio. A poche ore dalla chiusura ufficiale delle indagini e con pochi dubbi sulle dinamiche. Dando però un'ultima occasione ai protagonisti di fare un salto più in alto o più in lungo, ma soprattutto togliersi un peso. Un gruppo di amici un po' "cazzoni avariati" (cit. Noto Film) nella prima gioventù, che secondo me da quasi diciannove anni sconta una mega cambiale con il Destino e il Fato.Io l'ho scritto in diverse circostanze mesi fa, ma il "trappolone" della Procura pavese ormai non farà sconti. Sinceramente, non penso che Sempio sia il vero assassino. Comunque era certamente presente sulla scena del delitto, ha certamente aiutato e coperto, per essere cauti. Le figure degli altri interrogandi di oggi (le gemelle) e domani (gli amiconi) sono oltremodo sbiadite, corrotte non solo dal tempo trascorso ma da una catena di eventi che in futuro vedrà responsabilità accertate ed errori e mancanze investigative portati alla luce. Niente di nuovo, tutto già detto.Però, però... Oggi e domani ci sono le Garlaschiadi, e i protagonisti in pedana non avranno più scuse, reticenze, coperture. Saranno loro a decidere il proprio destino, a scindere la fantasia dalla realtà e le fascinazioni dalle responsabilità. Niente più famigliari accondiscendenti, avvocati dediti allo showbiz, esperti-parenti e amici degli amici, funzionari dello Stato distratti e faciloni, ad essere gentili. Di fronte avranno solo serissimi e scafati inquirenti che una ne fanno (Sempio solo colpevole) e cento ne pensano (cosa cazzo è successo quella disgraziata mattina?).Tutti i dubbi (dov'era Marco Poggi in realtà?) e le perplessità (il testimone inattendibile e la Cappa in bicicletta nera) arrivano anch'essi al pettine come i famosi nodi, e fanno un po' male. Mi attendo una rivoluzione copernicana. In tanti ci siamo fatti un film simile su tante cose, a partire dal perché un ragazzo palesemente innocente sia stato immolato - è il caso di dirlo - all'interno di una visione tanto cinica quanto impunita.Ricordiamo sempre le vittime. Chiara Poggi è stata brutalmente uccisa perché qualcuno mal sopportava la sua integrità morale, difesa a oltranza in varie forme. Accusata di essere una ragazza moderna e disinibita col fidanzato, ma irreprensibile, fino a prova contraria, nei confronti del paesello che la circondava. Con genitori non all'altezza dei problemi, forse. Stasi è una vittima altrettanto grave, perché a lui la vita l'hanno tolta lasciandogliela, mettendolo in carcere, facendo soffrire l'ottima famiglia (il padre alla fine crollò. La madre è una roccia) e impedendogli per adesso di avere quelle soddisfazioni personali ed economiche per le quali aveva tanto studiato, e proprio con la sua Chiara. Non ultimo, il futuro negato ad entrambi di esplorare una vita insieme; cosa sulla quale stavano lavorando seriamente e che trovo forse la privazione più grave. Il tutto in un contorno di nani e ballerine, oratori e santuari, droga (di sicuro) e sesso facile per alcuni. E, ovviamente, in un contesto in cui molti sapevano ma hanno taciuto a lungo. Buona epifania laica
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