In questi giorni, gli specchi sui quali molti ceffi cercano di arrampicarsi a fatica sono molto scivolosi e a rischio di precipizio. E non parlo delle pie donne che ricordano quella "povera madre", dei fan delle sentenze inamovibili, dei tanti che, privatamente o sui media, tirano la giacchetta dalla loro parte senza nessun senso critico o dignità. Perché - ricordiamolo - adesso si fa veramente giustizia, e i pesci nel secchio delle Procure di Pavia e Brescia sono parecchi, come direbbe il mio amico dutùr Jannacci.Per quelli che hanno orecchio, allora, vorrei citare coloro che per me sono i tre veri eroi popolari della vicenda. Due sono giornalisti e uno è un milite in quiescenza.Carmelo Schininà è l'inviato di "Ignoto X", il programma di La7 condotto da Pino Rinaldi. Le sue mises, a volte subacquee con improbabili ombrelli, hanno visto lo scorrere delle stagioni. La sua bravura investigativa e la sua tenacia meritano un plauso professionale. Schiena dritta e intelligenza investigativa. Il suo contraltare a Mediaset, a "Mattino Cinque" nel bel segmento della Panicucci, è Emanuele Canta, altrettanto bravo e solo all'apparenza più serioso. E' stato lui, per esempio, a ricostruire il percorso dal retro di casa Poggi fino all'abitazione della nonna di Sempio. Ecco cos'è per me il giornalista televisivo.Entrambi non hanno i dobloni politici vespologici o dei destrorsi lacché e, secondo me, nemmeno l'urgenza di trasformarsi in conduttori prossimi venturi. Però, se l'Ordine dei Giornalisti (al quale anch'io appartengo da quasi cinquant'anni) li premiasse in qualche modo...E chi si merita il titolo di "Karabignere Blues"? (cit. Skiantos, ovviamente) E' certamente il maresciallo Marchetto, allora a capo della tenenza di Garlasco, esempio di comandante di base perbene e intuitivo, massicciamente castrato, e ingiustamente accusato di aver mentito, proprio da quel Cassese che sta vivendo giorni bui con pesanti problematiche ed omissioni che gli varranno non solo indagini ma, secondo me, anche accuse. Marchetto ritroverà onore e risarcimenti, anche economici. Come ho sempre detto, citando Verdone, alla fine... "E' il bene che vince, ed è il male che perde".
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