Quattro amici al bar di Garlasco

Pubblicato il 14 maggio 2026 alle ore 17:13

In realtà sono di più; probabilmente non sono amici e non li vedi nemmeno al bar, perennemente occupato da nullafacenti, avvocati e imputati. Vorrei strapparvi un sorriso, ma da quello che ne so Marco Ezechia Lombroso, detto Cesare, autore de' "La teoria dell'uomo delinquente", e universalmente noto come uno dei padri della fisiognomica, non sorrideva spesso. L'arguto medico, che si laureò guardacaso a Pavia, bazzicò tra Darwin e le patrie galere, tra manicomi e misurazione di crani defunti. Ripeto: un tipo allegro. La domanda che mi pongo è semplice: come avrebbe giudicato protagonisti e figuranti della saga di Garlasco?Credo che su Stasi avrebbe avuto poco da dire. Non era uno che definiva il delinquente dagli occhi azzurri ("di ghiaccio"... ) o dalla frequentazione alla Bocconi. DIscorso diverso invece per gran parte della rimanente truppa. Riguardo, per esempio, ai coniugi Sempio ne avrebbe individuato la pochezza umana, le colpe della madre zuzzurellona nella criminale introspezione del figlio, la furba ignoranza del padre esperto poco fortunato nell'arte di arrangiarsi. Su Andrea, poi, avrebbe concluso che andava limitato, gettando la chiave, a prescindere o meno dal presunto delitto. Troppo facile... I Poggi? La povera Chiara era senza ombra di dubbio - anni luce! - la migliore della famiglia. Il padre, dal tono delle conversazioni con avvocati e famiglia, nel miglire dei casi è un faccendiere abbastanza abile. La madre (i figli hanno la sua identica faccia. Mater semper certa... ) é una persona - ne so qualcosa della mia, di madre - che si auto giustifica sempre e comunque. Il figlio è sbandato? "Mmmma io...". Ecco, Marco allora. Figura tipica di ragazzotto mai cresciuto, dalle compagnie più confuse di lui, certamente senza grandi valori morali. Mi auguro sinceramente che la sua parte nella vicenda si limiti a qualche bugia di troppo.Su avvocati e consulenti, il discorso sarebbe lungo e complicato. Il peggiore è Tizzoni, persona che sprizza qualcosa di strano, specialmente nel tono di voce sprezzante quando racconta balle che non stanno né in cielo né in terra. Altrettanto per l'avvocato di Marco, tale Compagna, fisiognomicamente fastidioso. Di questa banda, quello che più mi inquieta, però, è certamente Capra. Non che gli altri siano molto meglio, ma tratta le cose della povera Chiara con l'obbiettività di un tifoso interista in un bar di milanisti. Capra, Capre, Capra!Per quanto riguarda la Benemerita, già detto dell'agnello sacrificale Marchetto (che però salterà allegramente le prossime Pasque) se il generale per titolo pensionistico è ormai al di là del bene e del male - e sta affondando nel ridicolo. E anche qui Lombroso avrebbe da dire sulle vestimenta da gagà di periferia - la star della faccia di bronzo è il capitano-maggiore poi colonnello per la pensione che continua ad essere sbertucciato e fa il grave - secondo me - errore di restare in sovraffollamento mediatico. Mi ricorda, nell'atteggiamento sempre sopra le righe, quel comico tv di molti anni fa (chi era?) che faceva l'atto di fermare un automobilista a caso: "Vieni, vieni che ti mazzuolo!".Sul lato di Stasi faccio veramente fatica. Nulla da dire sull'ottima Giada. Simpaticamente potrei accreditare il Bell'Antonio bellachioma di tutto il miglior repertorio dell'anima nobile emiliana, anche con un po' di retrogusto romagnolo. Con un enorme e insito nella sua natura rispetto vero per le donne. Sui consulenti c'è poco da dire. A differenza del lato Poggi-Sempio (mi piace però Palmegiani, che sembra sempre sul punto di cedere all'evidenza) strapieno di figure piccoline dedite all'accattonaggio mediatico e al sestogradismo su fondo cacchiforme...Per finire, i giornalisti o sedicenti tali. E' un fatto arcinoto - Vespa Docet - che una certa classe informativa sia tenuta a morso corto dal politico o imprenditore di turno. Gli stessi che decidono i palinsesti. E' lo stesso. La pletora dei postulanti televisivi non fa quindi eccezione. E per un Brindani ci sono cento... Non so nemmeno come si chiamino. Amebe? Però qui ritorna Lombroso e la sue "facce da... ". Ai suoi tempi c'era da non molto la fotografia, e la televisione arrivò una quarantina di anni dopo la sua morte. Per fortuna: avrebbe riempito grandi tomi di storie allucinanti, talmente squallide quanto vere. E adesso, care malevole tricoteuses della "passata in giudicato" (Cirio?... ) massacratemi pure. Fino alla prossima puntata.

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