Quarantasei anni di ferro e della madonna...

Pubblicato il 18 giugno 2026 alle ore 09:54

E non cinquanta di carriera, come da venue a San Siro di ieri. Il motivo è semplice. Quel giorno al Vigorelli, quando gli Iron Maiden aprirono lo show dei Kiss, con mossa furbetta la conferenza stampa della band statunitense fu convocata nella palestra di pugilato sotto il Velodromo in contemporanea allo show della giovane band inglese. Così, come i miei più affezionati sanno, andai a vederli a casa loro, il successivo gennaio (per cui sarebbero quarantacinque e mezzo, ma io parto dai Kiss di settembre '80) in quel di Cambridge (il famoso show con il semaforo anti rumore) all'interno di un'epica settimana londinese che comprese anche Jeff Beck e dei "feroci" Status Quo.C'era ancora Paul DiAnno, e io ero con loro alle prove del pomeriggio. Fu però successivamente, con l'arrivo di Bruce DIckinson, che il rapporto con la band divenne più confidenziale, in particolare proprio con Bruce, che con me condivideva la passione e la pratica della scherma. Il resto è narrato da innumerevoli concerti e incontri, e molte volte in Italia. Ieri sera, però, non c'ero ed ero tranquillamente a casa, al contrario dell'amico Barbaglia che si sta facendo il tour de force di millanta show in questo periodo, gran parte dei quali tanto gigioneggianti e faraonici quanto insulsi.La ragione, se vi interessa, è semplice. Ormai mi muovo poco non per motivi di salute - fortunatamente - ma per disaffezione. Non certo verso gli artisti che rispetto e che amo, ma verso l'intero meccanismo "drogato" dello showbiz.Non mi va di chiedere un pass photo mille volte a chi - nuovo arrivato - non mi conosce nemmeno e non sa la mia storia professionale. In questo senso l' egemonia di Live Nation è un po' fastidiosa, malgrado conservi l'amicizia dei vertici aziendali. Diverso è il discorso con Barley o altri promoter "umani". Non mi va di fare lunghe code per arrivare alla location (con ventiquattro chili di borsa ci devo andare per forza in macchina) e di aspettare il pass in condizioni spesso avverse. Di lavorare in posizioni umilianti come al mixer, visto che mi ritengo - e come me alcuni bravi colleghi - un artista, e non depositario di mere immagini di cronaca.E così, salutando con affetto i Maiden, e come loro molti altri, utilizzo tempo e salute per molteplici altre attività, che comprendono anche mostre fotografiche e forse libri. Non roba da vecchio, però, ma molto dinamiche. E quindi saluto con affetto, in questo caso - come farei con altre tribù a me affini - il popolo di tutte le età del "Meazza", scusandomi per il costo quello sì faraonico dei biglietti. E comunque, cari promoter, se mi volete a un prossimo show me lo dovete chiedere per favoe e farmi arrivare nel pit in limousine, perferibilmente elettrica...

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