Il rispetto per gli atleti, per i risultati sportivi in quanto tali, per la correttezza delle gare è venuto meno in questi Campionati europei di Birmingham per colpa del business. Proprio ora, su Raidue o Eurosport, vedo la follia di quattro (QUATTRO!) gare di marcia che si svolgono contemporaneamente sullo stesso circuito cittadino. Il caos assoluto. E la scorrettezza sportiva. In questo momento, per esempio, vedo una atleta spagnola (Perez) letteralmente trainata da un maschio (Lopez) da diversi chilometri, con la Palmisano che su di lei ha perso una decina di secondi (ora un minuto) rischiando pure una rovinosa caduta per gli spuntoni "demenziali" delle transenne sulla stretta pista. Aggiungo un florilegio di telecamete su monocicli che sfiorano e disturbano gli atleti. Quattro gare assolutalmente falsate.
Gli esperti di atletica mi daranno certamente ragione. La marcia (ma succederà la stessa corsa con le maratone e mezze maratone di corsa) è spesso stata una terra di nessuno. E cito non a caso l'eleganza e la forza di Abdon Pamich (Roma e Tokyo) e il sanguinoso caso dell'accanimento criminale contro Schwazer.
Se tutto quello che vi sto dicendo trova conferma immediata in tv adesso, è un fatto che questi Europei (a parte i meritatissimi successi della truppa italiana e non è finita) stiano facendo un grave torto agli atleti, svolgendosi in una stadio non protetto dal vento (bastava un mediocre tecnico e qualche telo, come nel salto con gli sci in certi trampolini)che prende e dà senza criterio, di fatto annullando le prestazioni cronometriche e metriche con vento superiore ai due metri al secondo, o il contrario.
Sono cose banalmente crudeli. So bene quanto gli atleti soffrano rincorrendo millesimi di secondo e centimetri che spesso risultano decisivi. Intanto, la ditta Perez e Lopez continua di pari passo.
Immagine da Eurosport
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