Leggo quasi casualmente che da poche ore è stata eletta la nuova Miss Italia 2026. Si chiama Sarah Rizea ed è una atleta olimpica delle Fiamme Oro di soli diciott'anni, nella spacialità del nuoto artistico, o coreografato che dir si voglia. Nel suo campo è già una star da quasi cento successi oltre che essere una bellezza di origine rumena ma nata a Moncalieri e ora a Vado Ligure con la famiglia. Mi ricorda tanto un'altra famiglia rumena sportiva, quella della campionessa e poi maestra di scherma Tufanu (marito pallanuotista) e della loro figlia Andrea manager di successo nel turismo. Trent'anni fa, cara Gioggia.
Insomma, vi chiederete perché, pur con questa premessa "modernista" e disincantata, voglia parlare di quella Miss Italia creata nel primo Dopoguerra, con la Loren protagonista allora, e simbolo di un'Italietta guardona e con le donne gnocche pronte al cumenda di turno e a figliare? In realtà non fu quasi mai così. La per molti versi meritoria famiglia Mirigliani è passata dai grandi fasti e dalle cento selezionate dei tempi d'oro a Salsomaggiore all'edizione al castello di Santa Severa (Roma) sommessamente trasmessa solo su RaiPlay. E le cento sono diventate un paio di dozzine, selezionate da professionisti dell'immagine. Uno sforzo quasi fuori tempo massimo per la brava e simpatica - la ricordo così - Patrizia Mirigliani. Allora, per tornare alla Vexata quaestio, perché un "duretto e puretto" simil-zecca come me (insulti ben noti) vi rifila oggi questa rimasuglio massmediologico d'antàn?
Credo per una serie di buone ragioni. Miss Italia in realtà non è mai stato un commercio di "carne fresca" ad uso di fallocrati e politicanti. Ho constatato di persona che, oltre alle mal tollerate lusinghe immaginabili, l'organizzazione ha sempre fatto il massimo per rispettare le ragazze. Gli sfoghi sensazionalistici si sono sempre rivolti a un regolamento fatto apposta per disincantare: niente contratti professionali, niente sposate o ex (poi è cambiato) e niente mamme in erba. Un po' come a Sanremo con plagi ed esecuzioni pubbliche dei brani.
Le Miss al massimo sfilavano con eleganti costumi interi, realizzati apposta dal main sponsor Faini, grande fabbrica di Vercelli (ma va'?) oggi scomparsa da tempo ma all'epoca fonte di lavoro per migliaia di persone, come la Chatillon chimica. Le domande di cultura generale erano quello che erano, trattandosi poi di giovanissime (la diciottenne vincitrice ieri studia all'università) però moltissime di queste ragazze hanno poi avuto carriere brillanti e - sì - mariti ricchi e/o famosi. Anche la Bond Girl Daniela Bianchi (bella signora ottantenne ancora oggi) si ritirò quasi subito a fare famiglia. Per contro tale Maria Sten (Maria Sten-Knudsen) Miss Danimarca 2008 è attualmnete l'attrice del momento con la serie tv "Neagley", spin off di "Reacher". Insomma, io vedo ancora tanta modernità in molte di quelle ragazze con corona e scettro di plastica.
Infine, unisco i puntini con l'esempio comico di "Miss Detective" (2000) carinissimo film d'azione con Sandra Bullock in gran forma ("... e la pace nel Mondo"... ) e la mia personale apparizione a "Salso" nel 1997 - reduce da una colica renale - per l'edizione di Annalisa Minetti. Ero rimasto incuriosito da un servizio del Tg3 su questa bella figliola molto ipovedente, figlia di un agente scelto della Stradale con la passione per la musica e non solo. Vinta la selezione lombarda, come inviato del Gazzettino, e anche fotografo, la seguii nell'avventura da Miss, dopo una bella intervista milanese ed averla sentita cantare. Annalisa era la più bella in gara, ma arrivò solo tra le prime cinque, complice forse una "previsione" di Fabrizio Frizzi, che presentava, sul futuro a Sanremo. Quasi una promessa. Non a caso la fecero cantare al pianoforte in chiusura. Risultato: pochi mesi dopo Annalisa vinse il Festival con "Sanza te o con te". Da allora molte cose, e anche vittorie come mezzofondista paralimpica, oltre alla vita privata - matrimonio e separazione - decisamente ricca. Ergo, se paragono le Miss della nostra pubertà con le chiappone seminude che riempiono i palcoscenici, e non solo, della Penisola... Mi date ragione?
Ho molte altre mie foto di Annalisa, ma questa di Sanremo è la prima trovata al volo.
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