Fateci caso. Ho controllato distrattamente l'elenco delle Nazioni, piccole e grandi, che sono uscite dall'aula dell'ONU all'arrivo del pluriricercato Netanyahu. L'Italia ovviamente non c'era. L'omuncolo Tajani, col suo imprinting da soldatino democristo, era lì ad ascoltare ogni nefandezza di uno dei più grandi delinquenti della storia contemporanea (non il solo. Ça va sans dire) e l'inneffabile Gioggia, onde evitare ulteriori e perniciose gaffe, si è rintanata nel salotto dell'acciaccato e tristissimo Vespa e poi alla MIlano Fashion Week, dove in molte hanno brillato più di lei, malgrado il nuovo look con extension copiate dalla sindaca PD di Genova, Salis. Tristezza immane, insomma, e molta vergogna. Per loro e un po' per noi, in attesa delle prossime elezioni.L'ONU, dicevo: chi c'era e chi no. Italia in e San Marino out. Uno dei più piccoli ma prestigiosi Stati del Mondo, la Repubblica del Titano (che cambia i due Capitani reggenti ogni sei mesi, se non sbaglio) ha un po' "salvato" dalla grande vergogna l'Italia, vista la sua collocazione del tutto "romagnola". Nota per il turismo, gli sconti che piacevano ai russi e i francobolli, l'antica Repubblica ha dimostrato che, appunto, un "francobollo di Stato" non ha timore del delirio israeliano. Chapeau. Insomma, se non fosse scomodo e anche perché le battaglie di democrazia si combattono in casa e non in trasferta, verrebbe voglia di trasferirsi e chiedere la cittadinanza. D'altronde, anche nel calcio, loro piccolissimi e con pochissimi professionisti in formazione, si sono fatti recentemente ben valere e domani gareggiano contro la Finlandia. Altra Nazione democratica veramente.
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