De Senectute: Feltri vs. Garofano. Il Re è nudo...

Pubblicato il 5 ottobre 2026 alle ore 10:17

Parto allora dalla dotta citazione appunto dal "Cato Maior De Senectute" che Cicerone scrisse in tarda età nel 44 a.c. dedicando il poema all'amico Tito Pomponio Attico. E' la classica sfida giovani contro anziani, evidentemente già di moda allora. Cicerone inventa un dialogo tra Catone il Censore, appunto in tarda età, e i due giovani Scipione Emiliano e Gaio Lelio, poco più che trentenni. Tutto in punta di fioretto, come si dice; anche se all'epoca c'era il gladio che menava diversamente...La vecchiaia, però, ha secondo me un profondo pregio, in alcuni casi: libera da lacci e lacciuoli sociali e fa dire la sacrosanta verità. E lo fa appunto con la scioltezza del fanciullo che, ne "I vestiti nuovi dell'Imperatore" di Hans Christian Andersen non si fa abbindolare e vede la nudità del Potere. E' successo ieri a "Domenica In", che in qualche maniera ha fatto da contraltare ai fasulli Poggi teleguidati a Verissimo. C'era Garofano sempre più alle corde (farebbe meglio a non esporsi più e pensare ai casi suoi) intervistato da Tommaso Cerno, Rita Cavallari e Salvo Sottile. Un muro, insomma. Il carico da novanta però arriva da Vittorio Feltri, 83 anni e abbastanza male in arnese (auguri!) che si trasforma in bambino, passando senza soluzione di continuità dall'elogio della vecchiaia allo stupore della fanciullezza.Dice Feltri a Garofano: "L’ho capito subito che sarebbe stato facile accusare quel ragazzo. Le indagini sono state fatte col posteriore, intanto si è fatto 15 anni di carcere (circa undici con gli "sconti" NdR). Il caso è stato trattato malamente. Siamo davanti al caso più squallido degli ultimi 50 anni, da quando ho l’uso della ragione". E basterebbe. Poi però:"Stasi assolto in primo grado, secondo processo stessa cosa, poi arrivano i fenomeni della Cassazione e gli danno gli anni di galera, e già in questo c’è assurdità, per l’amor di Dio. È il caso più squallido della storia giudiziaria italiana. Anche un cretino come me il giorno dopo il delitto aveva capito che non poteva essere stato uno come lui. Solo un idiota potrebbe pensare che un ragazzo va ad uccidere la ragazza non si sa ancora per quale motivo e poi torna a casa e si rimette a scrivere la tesi. È tutta una schifezza, la magistratura dovrebbe scusarsi e ricominciare da capo in modo serio. Ma in questo processo non c’è stato niente di serio, né i magistrati né gli inquirenti. Chiedano scusa anche i giudici, che non sono dei padreterni ma sono dei fessi come i giornalisti. Dove ce l'avete la coscienza? Abbiamo fatto una figura orrenda, schifosa, lei fa bene (a Garofano, ndr) a giustificarsi, ma dite anche che magari eravate tutti ubriachi e fate una figura migliore".Ho copiato pedissequamente il testo dalla Rete, non avendo voglia per pigrizia (quasi senectute?) di vedere Mara e Soci. Vi evito la risposta di Garofano, che ben conosciamo. "Noio, voio. Voulevons savoir..." in estrema sintesi. La considerazione secondo me più interessante però è un'altra.La storia del bergamasco Feltri (muratori, giornalisti, politici e... i Pooh ovviamente) è lontanissima dalle mie idee. Megafono organico della peggior Destra in differenti stagioni della sua vita professionale, è stato il "nemico", un po' come Montanelli per altri versi, della Sinistra e delle idee più progressiste. Narciso e gagà, il paragone, mutatis mutandis, con il Sordi del "Marchese del Grillo" secondo me gli calza a pennello. Eppure, oggi che si sente libero di denudare chiunque, riesce ad esprimere un'altezza di pensiero e lucidità che, fatte e confermate le precedenti premesse, non posso esimermi dal rispettare. Chapeau, ovviamente.

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