Ashley Kahn e la Impulse Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 16 luglio 2025 alle ore 23:48

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"Oggi nelle Multinazionali della musica decidono manager che fino al giorno prima vendevano scatole di piselli e che non capiscono nulla di musica. E' un problema grave anche negli Stati Uniti, pur esistendo delle valide eccezioni specialmente tra gli Indipendenti". Parola di Ashley Kahn, uno che se ne intende e che, dopo aver scritto su Rolling Stone e New York Times e lavorato come manager e tour manager all' interno del music biz sia jazz sia pop e rock, ha sposato con successo la carriera di scrittore.
Dopo due ottimi libri vendutissimi su John Coltrane e Miles Davis, esce adesso anche in Italia "The House That Trane Built - La storia della Impulse Records" (Il Saggiatore. 35 euro) a cui la Universal tempo fa ha voluto abbinare l' uscita di un cofanetto di quattro cd (prezzo consigliato 29.90 euro) con il meglio dall' immenso repertorio dell' etichetta jazz e sperimentale nata nel 1961.
Coltrane, morto nel 1967 dopo aver realizzato dischi storici come quello con Duke Ellington ("Uno dei miei dieci preferiti in assoluto", spiega Khane) stato, come si direbbe oggi, l' "uomo immagine" del' Etichetta statunitense e allo stesso tempo un innovatore totale, al punto che, come spiega l' autore del libro, "un anno prima della morte aveva deciso di aprire un' Etichetta in proprio per essere ancora pi indipendente".
La Impulse, chiusa dopo oltre 300 pubblicazioni alla fine degli anni Settanta e poi recentemente riaperta, alla pari e forse pi di Blue Note, Pablo ed Ecm, ha saputo rinnovare il jazz allargandone da una parte il successo di vendite e dall' altra la base artistica, grazie a "contaminazioni" brillanti con la musica del Sud America e dell' Africa. Una vera e propria fucina di talenti.
"All' epoca - spiega Kahn - i manager avevano un potere di scelta ed economico assoluto. Decidevano chi mettere sotto contratto, dove e come registrare i dischi e spesso andavano anche in studio di registrazione. Il mito di Coltrane nasce cos , all' interno di un team qualificato ed entusiasta, e competente, assemblato per una decisione della Abc Records di creare una linea di dischi che unisse originalit a successo. Fino alla met degli anni Settanta la cosa ha funzionato perfettamente".
"La gente - continua - comprava i dischi "fidandosi" della Impulse, grazie anche alle belle copertine a libretto con il dorso giallo e nero, che ricordavano per ricchezza quella di musica classica. Oggi sui cd non possiamo, per esempio, leggere quei brevi veri e propri articoli di approfondimanto alla scoperta di nuovi artisti come Pahoah Sanders o Gato Barbieri. Il senso del mio libro, che arricchito da schede sui dischi per me pi importanti e altre curiosit , di stare dalla parte della musica e dei musicisti. Spesso si leggono libri che parlano del "privato" degli artisti, cosa sovente di interesse relativo, invece che della musica. Io penso che la musica sia sempre la cosa pi importante".
Bruno Marzi

 

Nella foto: Ashley Kahn con Claudio Fasoli

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