
Le opere e i giorni di Sala sono finiti, e possono stare tranquilli gli amici del "Meazza", perché il castello di carte è crollato, e anche gli investitori americani di Milan e Inter scapperanno. Premetto che un po' sono milanese anch'io, avendo vissuto questa città per i cinquant'anni di lavoro, con le sue bellezze, i tanti limiti e le tante ingiustizie. Perciò dico la mia. Tutti i bubboni sull'edilizia e non solo stanno venendo fuori. Proprietà comunali vendute con facilità e a prezzo di favore (come sarebbe anche per San Siro). Non tutti saranno colpevoli, per carità, ma questo pesante e cattivo "cartello" des affairs era sotto gli occhi di tutti da anni.
Sala è la grande colpa della blasonata Sinistra milanese, dei sindaci socialisti ottimi e meno ottimi, ma sempre a galla.
Il suo primo mandato sembrava nella normalità, anche se alla fine erano già in molti, in Consiglio comunale e non solo, a vedere tinte fosche.
Il secondo mandato dell'avvocato Sala è sotto gli occhi di tutti. I germi patogeni sono entrati nel sistema circolatorio della città. Nessun spazio per i sentimentalismi. Invece, lo spazio delle Varesine, dove ancora si lucra, non era più sufficiente per gente affamata. Ecco allora che è il caso di ridefinire spazi dell'Amministrazione comunale forse un po' scomodi, ma utilizzati da sempre. Nuovi tristissimi palazzoni in periferia. Difficoltà per i disabili. Uffici inefficienti e confusi (una volta i pass auto li facevi in piazza Beccaria in dieci minuti... ) che se in difficoltà ti rimandano all'orribile sito del Comune. Fatturazione continua, però, e i bonifici che volano in un tourbillon che assomiglia a quella pubblicità orribile dell'acqua che fa volare. E pensare che una volta erano i poveri e gli emarginati a volare con gli ombrelli.
Non so - e spero di no per lui - se Sala sarà o meno coinvolto in "bustarelle", ma credo che il suo futuro post sindaco fosse già delineato in un giro frenetico di consulenze "borderline". I suoi giorni - ripeto - sono finiti. Sarebbe decente che si dimettesse, ma credo che non lo farà. Il motto della Destra più becera - "negare l' evidenza" - credo che sia anche il suo. E' dura vedere svanire il "Miracolo a Milano" in maniera così squallida. Credo che, dopo il commissariamento inevitabile, la Sinistra vincerà ancora il Comune, ma dovrà farlo con una persona degna.
Sala è la grande colpa della blasonata Sinistra milanese, dei sindaci socialisti ottimi e meno ottimi, ma sempre a galla.
Il suo primo mandato sembrava nella normalità, anche se alla fine erano già in molti, in Consiglio comunale e non solo, a vedere tinte fosche.
Il secondo mandato dell'avvocato Sala è sotto gli occhi di tutti. I germi patogeni sono entrati nel sistema circolatorio della città. Nessun spazio per i sentimentalismi. Invece, lo spazio delle Varesine, dove ancora si lucra, non era più sufficiente per gente affamata. Ecco allora che è il caso di ridefinire spazi dell'Amministrazione comunale forse un po' scomodi, ma utilizzati da sempre. Nuovi tristissimi palazzoni in periferia. Difficoltà per i disabili. Uffici inefficienti e confusi (una volta i pass auto li facevi in piazza Beccaria in dieci minuti... ) che se in difficoltà ti rimandano all'orribile sito del Comune. Fatturazione continua, però, e i bonifici che volano in un tourbillon che assomiglia a quella pubblicità orribile dell'acqua che fa volare. E pensare che una volta erano i poveri e gli emarginati a volare con gli ombrelli.
Non so - e spero di no per lui - se Sala sarà o meno coinvolto in "bustarelle", ma credo che il suo futuro post sindaco fosse già delineato in un giro frenetico di consulenze "borderline". I suoi giorni - ripeto - sono finiti. Sarebbe decente che si dimettesse, ma credo che non lo farà. Il motto della Destra più becera - "negare l' evidenza" - credo che sia anche il suo. E' dura vedere svanire il "Miracolo a Milano" in maniera così squallida. Credo che, dopo il commissariamento inevitabile, la Sinistra vincerà ancora il Comune, ma dovrà farlo con una persona degna.
Nella foto: già ai tempi dell'"Expo"...
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