
Non ho nulla di personale nei confronti di Oscar Farinetti, l'inventore del brand gastronomicoi Eataly. Mio coetaneo, è uno che, prese le redini dell'azienda paterna Unieuro, l'ha portata a grande successo per poi venderla a una multinazionale inglese e con quei 500 e passa milioni di euro creare Eataly. Schierato a Sinistra "rosa" con Renzi, il buon Oscar ha una forte connotazione aziendale che va bene fuori dall'Italia in mercati dove i nostri prodotti, dazi o meno, rimangono irrinunciabili. Farinetti è l'esatto contrario di una persona che amo molto: il fondatore di Slow Food Carlìn Petrini da Bra, mentre Oscar è di Alba, patria del torrone. Perché dico il contrario? Perché Farinetti è uno scafato imprenditore, mentre Carlìn - comunque grande affabulatore - è il condottiero dell'agricolura contadina di base.
Succede che uno che combutta con Renzi già mi sta sugli zebedei, ma oggi l'ho ascoltato a "L'aria che tira" su LA7, scomodato per fare pubblicità all'ennesimo suo libro. Farinetti ha risposto - secondo me - malissimo a domande molto generiche ma incisive, da cui deriva che "il rapporto tra economia e politica è necessario", ma non dice nulla sulla corruzione, vera ragione della domanda. Sulla fine dell'' auto in Italia, e il disimpegno di Fiat, sottolinea che "forse le altre Case europee si sono mosse meglio" (da noi si sono "smosse" e accusano l'EV) e via discorrendo. Nulla, se ho sentito bene, sul disastro di FICO, la mega struttura emiliana che adesso ha cambiato nome. E' l'ultima risposta, però, che evince il renzismo estremo. Gli viene chiesto cosa pensi del blocco di una sponsorizzazione russa che sta facendo scalpore. Testuale, o quasi: "Facendo così ci mettiamo allo stesso livello... ". Con tagliagole e delinquenti?
Finisco con un discorso di economia spicciola. Sul sito di Eataly un chilo di riso Carnaroli costa dai sette euro (6,90) ai nove euro (8,90) della Tenuta Margherita. Ora, su questa cosa del riso mi dovete dare fiducia, essendo vercellese doc.
Gli inventori del Carnaroli sono i produttori (ancora con macchine antiche) della riseria "Re Carlo" di Albano Vercellese. Da loro, un chilo di questo incredibile riso - il più caro - costa, dopo gli aumenti, dai 3 ai 4 euro. Quindi meno della metà del prodotto top di Farinetti. Sono cifre dal minimo dell'acquisto allo spaccio della cascina a quello online su diverse piattaforme.
Stesso discorso per tutti gli altri prodotti. Insomma, se ai giapponesi magari starà bene spendere, chessò, 15 euro per un chilo di riso (...) italiano, beh! Caro Oscar, mi sei lombrosianamente lontano...
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