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Chi acquisterà il cd/dvd "Pfm canta De André" (ovvero: "Tutto cominciò davanti a una bottiglia di Vermentino") si accorgerà subito di una stranezza. Due brani, "Zinchiltaggia" e "Volta la carta" sono in doppia versione, anzi no. Nella versione video, infatti, manca il sonoro. "Uno dei due autori - spiegano Di Cioccio, Mussida, Djivas e Soci - ci ha negato l' autorizzazione al "sincro", cioè ad unire l' audio, per il quale non occorre permesso, alla registrazione video, che invece richiede l' ok dell' autore. Il motivo? Non lo sappiamo". L' autore de quo, visto che l' altro è il defunto Faber, è il veronese Massimo Bubola, che per anni e per diversi dischi è stato co-autore di De André di molti tra i brani più famosi del periodo a cavallo degli anni Ottanta.
"Diciamo che c'è stata poca collaborazione - precisa Bubola al Gazzettino - anche perché credevo che ci fosse vera amicizia, specialmente con Di Cioccio e Mussida, con il quale ho collaborato tramite la sua scuola di musica. Non ho dato l' autorizzazione perché trovo ridicolo che la Pfm, che sullo specifico sembra la cover band di De André, esegua i miei pezzi da anni senza nemmeno citarmi in concerto; non dico invitarmi sul palco, visto che l' ha fatto con artisti che non sono appartenuti a quel mondo e a quel momento. La cosa che mi ha dato più fastidio poi è che poi siano venuti nelle mia città per la Notte Bianca, all' Arena di Verona, senza nemmeno telefonarmi… ".
Bubola aggiunge ulteriori episodi a favore della sua tesi, che comunque a un osservatore esterno rimane abbastanza incomprensibile, anche considerato che a dicembre uscirà "Dall' altra parte del vento - da "Rimini" a "Don Raffaé"", tributo personale dell' artista veronese, con l' inedito che dà il titolo al cd, al periodo di collaborazione con Faber.
Tornando al dc/dvd della Pfm, ci risulta un solo precedente analogo nel dvd "Almost Famous - Quasi famosi". Tra i "contenuti speciali" del bel film su una band rock Usa degli anni Ottanta e il giovane cronista di Rolling Stone che li seguì, con tanto di spiegazione appare una scena muta di alcuni minuti. Per l' autorizzazione di "Starway to Heaven" i Led Zeppelin volevano troppi soldi, e così la scena in cui il rocker spiegava alla mamma del giovane cronista cosa fosse il rock tramite quella canzone è stata tagliata.
"La tecnologia offre molte possibilità oggi", hanno sottolineato scherzosamente i "ragazzi" della Pfm. Come dire che sincronizzare immagini e audio con il computer non è solo possibile ma anche relativamente facile. L' album è la fedele ripresa del tour in cui la Pfm, omaggiando Faber, ha ripercorso i famosi arrangiamenti rock portati in teatri e palasport assieme al cantautore genovese nel '78 e nel '79 con enorme successo, e da cui furono tratti due doppi album. "Un esempio di collaborazione tra un grande poeta e un gruppo di musicisti entrambi "gasati" e in un momento di particolare grazia creativa". Basti pensare agli arrangiamenti di "Bocca di Rosa" e "Il pescatore".
"Purtroppo non esistono immagini video - spiega Di Cioccio - anche se qualcosa c' era in una televisione locale di Genova, ma non se ne ha tracce. Anzi, lanciamo un messaggio a chi avesse filmini amatoriali a mettersi in contatto con noi o con la Fondazione De André". La Pfm è in partenza per il Canada per una serie di show. Il 7 dicembre, per la prima volta, registrerà proprio a Verona il "Concerto di Natale", con tanto di duetto con Loreena McKennit in "Do They Now I'ts Christmas?". E che il clima natalizio sia conciliatorio.
Bruno Marzi
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