Raf intervista Metamorfosi Il Gazzettino 2008

Pubblicato il 27 luglio 2025 alle ore 13:49

Milano
Per prima cosa, la copertina è molto bella. Lo sottolineiamo perché Raf ha sempre curato molto i particolari. E' stato uno dei primi artisti italiani ad avere un "sito" Internet (molto "avanzato" per i tempi) e ha sempre fatto dell' innovazione e della curiosità un punto fermo della sua musica orgogliosamente pop. Non a caso il nuovo cd "Metamorfosi" porta nel titolo l' imprinting che accompagna l' iter dei nove brani che lo compongono. Raf ( Raffaele Riefoli, 49 anni tra pochi giorni; nato in Puglia ma da sempre fiorentino) sarà ospite di "Scalo 76", sabato 27 su Raidue, dove con la band si esibirà dal vivo. Il vero tour sarà da febbraio 2009 e sarà molto elettrico "con nuove idee che stiamo mettendo a fuoco proprio in questi giorni".
"Quando si fa musica pop - ci spiega in una pausa delle "prove" - si cerca sempre di rivolgersi ad un pubblico ampio, pur mantenendo le proprie peculiarità artistiche. E' per questo che è decisamente più difficile rinnovarsi. Io cerco di fare questo ogni volta che registro nuovo materiale". E' anche vero che il "marchio" di Raf è ben riconoscibile alla prima nota, e in "Ballo" ritorna anche il suo caratteristico birignao rap. "Fondamentalmente - sottolinea - mi voglio divertire tutte le volte. Poi cerco di unire mondi sonori differenti: elementi rock degli ultimi anni a un ritornello di matrice napoletana, come in "Lacrime e fragole". Se questa è la mia peculiarità ne sono felice".
"Schiavo" di una certa idea romantica dell' amore, e allo stesso tempo molto attento ai problemi della quotidianità, Raf alterna nei testi e nelle atmosfere questa dualità che lo accompagna da sempre come compositore e interprete di se stesso; sin dai tempi del successo planetario di "Self Control" così come dagli esordi con l' Avanguardia fiorentina dei Café Caracas. Il titolo "preso in prestito" da Ovidio, l' idea generale del fluire e del cambiare delle cose, Raf fa una fuga in avanti creativa che ha trovato in Saverio Grandi e Pacifico validi alleati in alcuni brani. E pure in quello che dà il titolo all' album, spunta la moglie Gabriella Labate come co-autrice. Spiega Raf: "Non credo che voglia intraprendere una carriera di autrice. Non le interessa. Mi è sembrato giusto che il suo importante contributo a quella canzone fosse riconosciuto".
Molto originale la denuncia sociale di "L' ora del Gigante", che cita un leggendario film di James Dean. "L' idea era di fare una canzone sul "sogno americano", che nel caso del film si identificava con il pozzo di petrolio nel giardino, che trasformava un contadino in un milionario. Oggi però vediamo che quel sogno fallito si sia trasformato in un incubo per altri Paesi, che a causa del petrolio posseduto subiscono povertà, violenze e guerre, con gli americani in prima fila, purtroppo, in questa competizione". Alla fine, proponiamo un piccolo gioco a chi ascolterà il disco: distinguere tra "archi" veri, refgistrati in studio, e la loro versione elettronica.
"Nello studio modenese di Umberto "Umbi" Maggi - conclude - abbiamo recuperato il Mellotron. Lo abbiamo affittato e aggiustato, perché aveva diversi problemi tecnici. Ogni tasto infatti è collegato a un nastro magnetico che riproduce un suono. Alla fine abbiamo campionato ogni nota e il risultato è stato brillante. Da uno strumento che ha quarant' anni abbiamo ottenuto suoni originalissimi".
Bruno Marzi

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