Festival di Sanremo Story dagli anni Cinquanta Vero 2007

Pubblicato il 27 luglio 2025 alle ore 14:03

Anni Cinquanta
Nel 2002 i Matìa Bazar, vincenti al terzo tentativo consecutivo, dedicarono il successo ad Aldo Stellita, bassista e componente storico della band genovese, scomparso tre anni prima per un tumore (con lui e con la Ruggiero vinsero nel '78 con "… E dirsi ciao"). Già nel 1951 Nilla Pizzi dedicò il successo all' autore della canzone Saverio Seracini, non vedente. Il Festival ha sempre avuto la "lacrimuccia" e la vis polemica facile. Nel '53, vinsero in coppia la vicentina Flo' Sandon's e la ferrarese Carla Boni con "Viale d' autunno", con dedica a Pier Busseti, direttore del Casinò e ideatore del Festival appena scomparso.
Nel '54 invece nasce il filone "strappalacrime" con "Tutte le mamme". Gino Latilla e Giorgio Consolini la cantano appunto quasi con le lacrime agli occhi. Nel '56 invece c'è il primo "boicottaggio" da parte dei "big" della canzone. Niente di nuovo, insomma. Così vince la sconosciuta Franca Raimondi, uscita da un concorso della Rai, con "Aprite le finestre". Nel '57 c'è la prima polemica. Gino Latilla accusa Claudio Villa, vincitore assieme a Nunzio Gallo con "Corde della mia chitarra". "Mi ha rubato la canzone!", dichiara Latilla. Si consolerà alcuni mesi dopo sposando Carla Boni.
Nel '58 "Nel blu dipinto di blu", meglio nota come "Volare", fu inizialmente scartata dalla gara. La canzone, scritta da Mimmo Modugno assieme a Migliacci, si ispirava al quadro "Le coq rouge" di Marc Chagall.
Anni Sessanta
Nel 1960 i "bene informati" dichiarano due mesi prima il successo di "Romantica", cantata da Rascel e Dallara. Un cronista scopre tra i carri fioriti di Sanremo una decorazione pronta in anticipo con l' annuncio della vittoria. Si parlò anche di "plagio" ma la cosa non ebbe seguito. Nel '61 cade un vero e proprio tabù televisivo: l' handicap fisico. Luciano Tajoli aveva sempre trovato chiusa la porta del Festival a causa della poliomielite infantile che lo costringeva all' uso del bastone. Assieme a Betty Curtis con "Al di là" si prende una grande rivincita.
Nel '62 Villa e Modugno vincono con "Addio addio" ma poi litigano. Non si rivolgeranno la parola per ben 14 anni. Nel 1964 accadono due fatti importanti e significativi per il "costume". Vince una minorenne, la 16enne veronese "acqua e sapone" Gigliola Cinquetti, ovviamente scortata dalla mamma, con "Non ho l' età", canzone comunque maliziosetta, in cui si chiede solo di rimanadre l' ineluttabile "prova d' amore". Arrivano gli stranieri, ma sono quasi tutti "oriundi". Ecco un esempio. Frankie Avalon si chiama Francesco Avallone, Frankie Lane Francesco Lo Vecchio, Bobby Rydell è Roberto Luigi Ridarelli, Peggy March Margherita Bonavia. Nel '66 la Cinquetti, maggiorenne, rivince con Modugno. Fa scalpore la foto nell' entusiasmo della vitoria in cui Mimmo prende in braccio Gigliola premendole il seno e facendo intravedere le gambe.
Dopo la tragedia di Tenco nel '67, il '68 è importante perché è anche la "prima volta" di Baudo, che dovrà far scendere dal palco Louis Amstrong, convinto di dover fare un intero concerto. C' è l' esordio di Giusy Romeo, oggi meglio nota come Giuni Russo, e arriva la furiosa litigata, e fine dell' amicizia, tra Celentano e Don Backy, vero nome Aldo Caponi.
Anni Settanta
Nel '70, in piena Contestazione, vincono Celentano e Claudia Mori con "Chi non lavora non fa l' amore". Il compianto critico jazz Daniele Jonio scrive sull' "Unità" che la canzone è "qualunquista e regressiva". In televisione Lietta Tornabuoni dice che che il testo "è odioso ed esprime l' ostilità della piccola borghesia italiana contro le agitazioni operaie". Celentano ammicca e festeggia, ricordando l' esclusione nel '66 del "Ragazzo della via Gluck".
Nel '75 la piemontese Gilda, Rosangela Scalabrino, vince con "Ragazza del Sud" un Festival organizzato da un assessore di Sanremo, Napoleone Cavaliere. Tempi bui fino al '78 dei Matìa Bazar, con la Oxa "punk" seconda. Il look della 16enne ragazza pugliese è curato da Ivan Cattaneo.
Anni Ottanta
Il 1980 segna l' inizio del Festival come lo conosciamo oggi, con Benigni e il "woitilaccio", il bacio con la statuaria attrice Olimpia Carlisi, e la vittoria di uno pseudo-sconosciuto. Toto Cutugno, ancora poco noto al grande pubblico italiano. Sa scrivere canzoni semplici ma di grande effetto, come la vincente "Solo tu". L' anno dopo tocca ad Alice con "Per Elisa" di Franco Battiato. La ragazza forlivese ci aveva già provato nel '72 con il vero nome di Carla Bissi, poi diventato Alice Visconti e infine Alice. Il 1982 è l' anno di Riccardo Fogli con "storie di tuti i giorni". I nomi dei primi tre, gli altri sono Al Bano e Romina e Drupi, circolano da mesi. Nell' 83 ci litiga nel "retropalco" e così vince Tiziana Rivale con "Sarà quel che sarà". La ragazza di Formia, bella voce e timbro vagamente alla Edith Piaf, ancora oggi vive, e bene, di quel successo, esibendosi in tutto il mondo.
Nell' 84 la storia di amore tra Al Bano e Romina tocca il vertice e arriva la vittoria al Festival con "Ci sarà". Tutti però si ricordano di Baudo che ospita i metalmeccanici dell' Italsider in sciopero sul palco dell' Ariston. Nell' 86 c'è di nuovo un vincitore annunciato in Eros Ramazzotti. A Sanremo nevica… Secondo è Arbore con "Il clarinetto". Ancora una vittoria annunciata nell' 87. E' impossibile infatti che Morandi, Ruggeri e Tozzi, assieme con "Si può dare di più", possano perdere. L' idea del Trio nasce all' interno della Nazionale cantanti di calcio. Muore Claudio Villa e Pippo Baudo lo annuncia in diretta televisiva.
Ancora un successo annunciato e una polemica nell' 88. Massimo Ranieri vince con "Perdere l' amore", canzone di Gianni Nazzaro scartata l' anno prima. Co-autore è Giampiero Marrocchi, molto legato al Vaticano e cantautore preferito da Comunione e Liberazione.
Anni Novanta
Nel '90, nell' enorme Mercato dei Fiori di Arma di Taggia ribattezzato Palafestival (gli esercenti Sanremo sono imbestialiati) vincono i Pooh con "Uomini soli" assieme a Dee Dee Bridgewater. Artefice dell' arrivo di tante star Usa è il manager veneziano Sanavio, che in una settimana fa il cast e lo porta in gara. E' l' edizione più "tesa": girano voci di malaffari e appalti sospetti, la classifica dei "giovani" tarda fino alle due di notte dopo che nelle segrete stanze sono volate parole grosse.
Lacrimoni enormi nel '92 con "Portami a ballare" di Luca Barbarossa. La protagonista infatti non è la fidanzata di turno ma la madre dell' autore. Ancora emozioni nel '94 con il non vedente toscano Aleandro Baldi, di professione massaggiatore in un centro termale. La sua "Passerà" cantata a squarciagola mette d' accordo le giurie ma non l' Ariston che fischia sonoramente. Fa notizia invece il secondo posto di "Signor tenente" di Giorgio Faletti che si prende anche gli applausi. Nel '95 è Giorgia Todrani, figlia d' arte, a vincere con "Come saprei", grazie anche al consiglio di Baudo: "Finisci la canzone con la voce in crescendo. Piacerà alle giurie!". Polemiche nel '97 con i Jalisse (lei è la veneta Alessandra Drusian) che vincono con "Fiumi di parole" e dedicano il successo a Padre Pio. Sconosciuti, i Due poi si sposeranno a Monterotondo. Il '98 è l' anno di Annalisa Minetti, ipovedente di Pero(Mi) con "Senza te o con te". Scoperta durante una selezione per Miss Italia (prima aveva vinto un "Karaoke" di Fiorello) la ragazza, molto bella e dalla storia umana toccante, va in finale. Votatissima, esce però misteriosamente tra le 12 e le ultime sei. Il regolamento di Sanremo permette a una "giovane" di partecipare poi tra i "big" e di vincere.
Anni Duemila
Elisa Tofoli da Monfalcone (la città natale di Gino Paoli e dell’ attore Paolo Rossi) vince nel 2001 con “Luce” e il suo successo (nel 2007 ha festeggiato i dieci anni di carriera) fa un balzo definitivo.
Bruno Marzi

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