Scivolando sugli sci... FB 2025

Pubblicato il 27 luglio 2025 alle ore 20:52

Non parlo delle scemenze scritte su Roccaraso (il mio amico e sodale di sport Bruno Cuomo l'ha spiegato benissimo) ma dell'ipocrisia evidente e sciatta di alcune Federazioni sportive che per fare le loro figuracce ecumeniche tirano fuori lo spirito di De Coubertin ("L'importante è partecipare") ormai disilluso da tempo. Oggi, come molti di voi, ho guardato la prima manche dello slalom speciale femminile ai Mondiali in corso a Saalbach in Austria (molti giornaloni hanno scritto che è in Svizzera... ). Ormai le piste sono preparate malissimo (meglio in Italia) e così dopo poche discese i ritardi sono abissali. E meno male, perché le migliori, che nella seconda manche partono per ultime, faticano sempre a mantenere il margine. Punto.

Non è questo, però, l'argomento. Preferendo vivere, mi sono fermato attorno alla discesa della centodecima atleta, ma ce n'erano ancora. Il fatto è che, diciamo dopo il numero cinquanta, le atlete vere (quattro per Nazione, più la campionessa precedente) erano finite, e nessuna delle rimaste restava in piedi, ovvero arrivavano con grande fatica al traguardo con ritardi anche superiori ai quaranta secondi. I Paesi rappresentati da queste ragazze - i più svariati - non contano nulla nelle graduatorie, e le fanciulle in questione sarebbero lontanissime da una qualsiasi presenza in Coppa del Mondo.

Eppure le vedevi tutte belle equipaggiate; le loro famiglie giulive spesso inquadrate, e a volte ne seguivi la malcelata delusione. Chi sono queste ragazze? Con le dovute eccezioni, sono le ricche, a volte ricchissime, figlie di personaggi che contano nei loro Paesi e che a volte organizzano vere e proprie Federazioni ad personam per far contente le fanciulle. Io sciavo da bambino, con le gite del Cai che ci portavano a Gressoney. Il mio massimo erano i Christiania a valle e la risalita a piotte dei pendii. Poi mi buttavo giù e gridavo "pistaaa!", cercando di non cadera troppo presto. Du' palle... Fortunatamente è durata poco, per la gioia dei veri sciatori.

Tornando alla pessima immagine dello sci data oggi in Mondovisione, penso alla nostra Brignone, vincitrice ieri del "Gigante". La sua mamma, Maria Rosa "Ninna" Quario (63 anni, milanese), se avesse inforcato di nuovo gli sci nello "speciale" odierno, sarebbe ariivata giù con quattro, cinque secondi al massimo di ritardo. O forse avrebbe inforcato. Perché da grande campionessa del passato, avrebbe cercato di andare più veloce.

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