L'importanza di essere un Rosas FB 2025

Pubblicato il 27 luglio 2025 alle ore 23:49

Proprio ieri chiacchieravo con l'amico Marcello, concordando sul fallimento umano di amici e parenti, commentandone le ragioni ma non trovando grande consolazione. Sia ben chiaro: questo ragionamento non esclude anche i nostri, di difetti, ma mette tutto sotto un'impietosa lente di ingrandimento. Molte colpe sono della Provincia italiana e del secondo e terzo Dopoguerra. Persone cresciute nella Pace ma insoddisfatte, che si chiudono a riccio seguendo le proprie convinzioni in maniera acritica, sbagliata ed egoista. Questo post può sembrare criptico, ma sono certo che chi lo sta leggendo sa perfettamente cosa intendo e perché. Perché fa soffrire chi per parentela, amicizia o compassione li... "puntella", moralmente o anche economicamente.

Potrei definirla la "Sindrome di Rosas". Parlo del personaggio dei romanzi di Loriano Macchiavelli, quelli di "Sarti Antonio brigadiere", traslati splendidamente anche il televisione da attoroni - purtroppo mancati - come Gianni Cavina e Tino Schirinzi, appunto Sarti e Rosas, con la gnocchissima e seminuda Christiana Borghi-Leda. Bologna, l'ambientazione, è Provincia pura pur essendo grande città, specialmente negli anni Settanta che fanno da sfondo alle storie. Rosas, come ho cercato di spiegare, è il paradigma di tutte quelle persone (più gli uomini, va detto) che vivono malissimo essendo convinti del contrario, in maniere presuntuosa e illogica. Nello specifico, Rosas è un intellettuale di Sinistra, forse anarchico, che vive ai margini in un sottoscala polveroso e pieno di libri, ma privo di umanità. Le sue intuizioni per Sarti sono preziose e disinteressate. Al massimo si fa offrire il pranzo e pagare una bolletta, per non farsi tagliare la luce.

Vero che ne conoscete diversi, vostri amici o parenti, coetanei , compagni di scorribande in gioventù? Come mi auguro di aver spiegato con sufficiente chiarezza, ma senza fare nomi ovviamente, io e Marcello abbiamo la nostra dose nella natìa Vercelli, come sicuramenteaccade anche voi, forse meno al Sud. Queste persone possono chiedervi anche soldi, aggravare surrettiziamente le proprie condizioni di salute, ma soprattutto chiedere, senza mai dare. Egoisticamente e a volte con cattiveria. Ma noi "fessi" in fondo siamo felici anche per loro...

Schirinzi-Rosas, Christiana Borghi-Leda, Gianni Cavina-Sarti

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