
Il 26 gennaio Corrado Augias ha compiuto 86 anni (90 nel 2025) portati con grande leggerezza e ironia. Oggi, come sempre il venerdì, era ospite della sua "creatura" su Raitre "Quante Storie" per parlare dei fatti della settimana con l'attuale conduttore Giorgio Zanchini. Premetto che vado a memoria. E' stato GRANDIOSO, facendocelo rimpiangere alla conduzione, anche se Zanchini fa il suo lavoro con capacità e qualità. Per chi fosse interessato, con la forza delle parole ha pacatamente fatto capire che le sue affermazioni forti della settimana scorsa non erano contro la Calabria e i calabresi, anzi erano una difesa e una richiesta allo Stato di intervenire. In pochi minuti ha spiegato che "non si è ancora capito la portata storica dell'arrivo di Kamala Harris". Ha subito classificato Renzi come portatore di un "atto inconcepibile nell'attuale momento, per uno a cui i sondaggi danno il 2 per cento" e poi che "Conte è l'unico in grado di bilanciare l'attuale stato delle cose". E poi la situazione russa con i recenti arresti ("Navalny è un personaggio di Dostoevskij") non manca un accenno al Festival di Senremo, che "se proprio si deve fare è meglio che si faccia con la platea vuota e una bella idea coreografica come alla Scala". Risponde anche una domanda sul vaccino anti-covid cubano. "Il regime castrista ha sempre dichiarato che ai cubani non dovevano mai mancare due cose: l'istruzione e il latte. Sono felice se arriverà il loro vaccino gratuito". E poi accenna al fatto di aver fatto la coda per vaccinarsi... per niente. "E dire che sarei un soggetto a rischio... ". Ce ne fossero
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