Meno Rama e più ramen FB 2025

Pubblicato il 28 luglio 2025 alle ore 10:15

Partiamo allora dalla cantilena "Hare Krishna" e il riferimento al guerriero "forte e pio" della tradizione Visnu-induista. E beamoci della famosa zuppa cinese, che molti pensano erroneamente che sia giapponese. La verità? Il titolo c'entra poco o nulla: una delle mie solite stronzatine onomatopeiche per eclatare. Voglio invece parlarvi di fantascienza e di una grande delusione. Restando sul simpaticamente sciocco, il tema di oggi è "quella pizza di Rama". Mi riferisco a "Incontro con Rama" di Arthur C. Clarke e alla trilogia che ne è seguita, con l'aiuto amanuense dello scrittore Gentry Lee.

Io sono una appassionato lettore e fruitore (film e telefilm) di fantascienza sin dalla fanciullezza, anzi prima ancora. Ho letto e visto un po' di tutto (vi evito un lungo elenco di autori) quindi vi chiedo di fidarvi a proposito della mia competenza su "pecore elettriche" e affini. Ho anche scritto un romanzo (fermo da decenni alla pagina 120 circa) e chi ha letto le bozze lo trova buono. Magari, quando sarò più grande...

"Incontro con Rama" invece no, l'avevo inconsciamente saltato. Forse perché dopo "2001 Odissea nello Spazio" (e aggiungo anche gli altri libri e film, e poi le info sulla sgradevolezza dell'uomo) giustamente ho pensato che una tale vetta di scrittura e immagine non avrebbe potuto essere superata. Non vi tedio con l' intera stroria. "Rama" è un'astronave cilindrica di cinquanta chilometri che appare nel sistema solare e poi ci ritorna settant'anni dopo, e poi ancora. Dentro non c'è nessuno, o meglio: i veri ramani sono altrove e si dimostreranno cattivelli, come una Ducetta qualsiasi con la sindrome dello scarafaggio da schiacciare.

Il primo libro è pesantissimo, ripetitivo e privo di vere trovate originali. Con tenacia degna di migliori cause ho insistito fino a ieri sera ad andare avanti con le pagine ma da stasera passo.

Per me la fantascienza deve essere estrema, sanguinosa non per violenza ma per le difficoltà e le fantasie; anche divertente e amara.

Penso a "Il pIaneta Proibito" (libro e film) vecchio di quasi settant'anni ma modernissimo, con i riferimenti filosofici, politici e letterari (il Bardo).

Insomma, scritto male e spiegato peggio. Denis Villeneuve proverà - forse - a farci un film. Malgrado l'argomento interessante del viaggio interplanetario in astronavi-città enormi e studiate per molte generazioni. E' il finale di "Interstellar" e il filo conduttore di molti romanzi e serie tv. E, per concludere, buona criogenesi a tutti!

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