
E poche balle. Sapete che senza Augias, il programma quotidiano di Raitre "Quante Storie" può apparire moscio, se non peggio. Il conduttore, peraltro garbato, Giorgio Zanchini non ha il fiero cipiglio e lo spirito di contraddizione del buon Corrado. Oggi però il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri e tra i maggiori nefrologi a livello mondiale, nonché con il pregio di essere un chiarissimo divulgatore, ha spiegato per filo e per segno l'esegesi del covid, i pregi indiscussi del vaccino, l'assoluta assenza di contatti con il dna e molto altro ancora, a partire dallo "scherzetto" che quei pomicioni dei neanderthaliani, circa ventimila anni fa, hanno fatto all'Umanità fornicando con le signore Sapiens Sapiens. Un casino con vantaggi e svantaggi, tra i quali una, pare, acclarata maggiore sensibilità al Covid. E' vero, Remuzzi presentava il suo libro "Le impronte del signor Neanderthal" (Solferino) ma mai una circostanza accessoria è risultata praticamente ininfluente, così come, per chi ha voluto ascoltare (in replica su RaiPlay) mai Lectio Magistralis fu più utile a chiarirsi le idee. E per gli altri diciamo "confusi" vale sempre il motto de' "La cena delle beffe"...
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