Tu non sei nero: sei solo sporco... FB 2025

Pubblicato il 28 luglio 2025 alle ore 10:21

Era la pubblicità di un detersivo, ed era la storia di Calimero pulcino nero. Fosse così semplice, la vita... Invece occorre mettere i puntini su un mucchio di "i" quando in realtà non sarebbe nemmeno il caso. All'interno di un mio post, che in realtà parlava d'altro, in riferimento ai tefferugli per Ramy di queste ore, sono stato accusato - malgrado non l'abbia mai detto - di essere d'accordo con la violenza e non con la risoluzione delle controversie in Tribunale. Enorme cazzata. Io ho detto parecchie altre cose, forse non recepite - si fa per dire - a causa di spessi strati di cerume ideologico nelle orecchie. Vediamo un po'. E' un fatto che questo governo di "poareti" stia soffiando sul fuoco delle polemiche e fomenti la violenza. E'un fatto che la giustizia in Tribunale sia auspicabile ma non certa. A me è successo con una causa di lavoro per difendere i miei diritti contro un giornale. E' altresì un fatto che dietro a queste proteste ci sia più rabbia giovanile che ideologica (qualcuno del governo oggi ha tirato fuori i Black Block a Genova, dove ci scappò il morto per un proiettile "rimbalzante") e il sentimento di palese ingiustizia sociale.

Insomma, io non diffido delle Forze dell'Ordine o della Legge. Anzi, vorrei che fossero giustamente applicate. A volte non è così. Per colpa delle persone, dei sentimenti e delle invidie. E di quant'altro vi viene in mente. Chi ha la mia età ha vissuto diversi momenti storici in cui lo "scontro" ideale o ideologico è stato duro. Accadeva per la politica, per il lavoro sottopagato e per diritti che oggi si vorrebbero eliminare, per la libertà di pensiero. La polizia di Scelba negli anni Cinquanta-Sessanta e gli operai inermi morti a Torino e Modena, le camionette della Celere in mezzo agli operai, l'estremismo rosso e nero, le mafie e tutto il resto.

Il fatto più grave, però, è che cambiano i tempi ma le motivazioni sono le stesse: potere, denaro, privilegi, ricchezza e povertà. Non se ne esce. Il popolo deve rimanere bue e ignorante.

Nella fot: 25 aprile 1948 a Torino.

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