
Nei giorni scorsi ho scritto sulla tendenza italiana di utilizzare poche centinaia di parole: il minimo indispensabile. Anzi, meno. E sovente a sproposito. Così, scorrendo i titoli di RaiNews, leggo questa nefandezza linguistica da terza elementare (facciamo quinta).
Lutto nel mondo della moda
Addio a Rosita Missoni: con il marito Ottavio fondò l'omonima 'maison' di Sumirago. Aveva 93 anni
Il mondo della moda italiana piange una delle sue storiche icone di stile. Stilista ed icona dell'alta moda Made in Italy, nonché esempio di imprenditoria femminile in Italia e nel mondo
Le prime tre righe sono il titolo del pezzo; le seconde tre quello che veniva definito "catenaccio", cioè un breve riassunto di quanto si leggerà nel pezzo. Notate qualcosa? Sì: una ridicola ripetizione. "stroriche icone" e poi la riga successiva "icona dell'alta moda" definita poi "Made in Italy". Anche il termine "Italia", declinato in vario modo, appare tre volte in tre righe. Manco la peggiore "deficienza artificiale" o lo storico Minculpop che sembra tornato di moda. Due problemi, secondo me: le numerose ripetizioni e l'utilizzo del mefitico "icona". Ai miei tempi - come si dice - sarebbero apparse numerose matite blu con tentativi di rosso.
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