Guernica e il re delle noccioline FB 2025

Pubblicato il 1 agosto 2025 alle ore 23:15

Quando mi piazzo sul divano in sala, di fronte a me, da 28 anni, c'è una grande stampa di "Guernica" di Pablo Picasso. Ogni giorno, insomma, ho un ripasso visuale della brutalità del mondo, dell'assurdità della guerra e del fatto che siamo tutti uguali; quest'ultima è un'idea così forte e vera da mettere KO tutte le altre. Purtroppo, un bestiario di esseri squallidi si frappone a un concetto così alto e semplice. Sono sempre gli ignoranti e i presuntuosi. O quelli che si atteggiano per presunto o reale interesse personale. Questo, lo riaffermo tanto per chiarire.

Lo chiamavano "Il Re delle Noccioline", perché il suo business di partenza fu quello, tramandato da generazioni, di coltivare semi di arachide. Quelle che affiancano ogni bevuta alcoolica in tutto il Mondo. Jimmy Carter (James Earl Carter Jr.) trentanovesimo presidente Usa dal 1977 al 1981, morto oggi a 100 anni, è stato premio Nobel per la Pace. Nel 1978 vinse la "MIssion Impossible" di ratificare, appunto, la pace tra Egitto e Israele. Carter, democratico, fu considerato un "presidente di transizione", e invece si dimostrò sicuramente il migliore possibile in quel periodo tormentato. Fece bene internamente e benissimo all'estero. Fu la crisi degli ostaggi in Iran ad impedirne la rielezione a favore di Ronald Reagan.

Profondamente cattolico, come i Kennedy, la sua lunga vita è piena di episodi positivi e caritatevoli, anche dopo il suo mandato. La sua famiglia gli aveva inculcato tolleranza e comprensione. La madre infermiera aiutava le donne "di colore" in un periodo nerissimo. La sua "Foundation" lo ricorderà per sempre.

Non tutti gli uomini di potere, insomma, sono teste di cazzo.

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