
In questo periodo i giornalisti stanno dando del loro peggio, attaccati ai loro precari contratti di lavoro, timorosi di perdere qualche ridicolo pseudo privilegio. Una categoria defunta, e non lo dico io ma i giornalisti stessi. E mentre in "Deadline-Usa" (1952) la frase di Bogart prosegue con "... E tu non puoi farci niente. Niente!" oggi siamo all'opposto. La situazione, alla pari della vendita dei quotidiani, è letteralmente crollata. Anche i giornalisti assunti faticano a trovare la sesta, dopo cinque parole di senso compiuto.
Il campo di battaglia più cruento è quelo della politica e della Società in generale, quando ormai le pagine della Cultura, per dire, sono diventate ostaggio di rapper e scosciate varie. La scena internazionale, mai così pesante dai tempi della Guerra Fredda, si presta poi alle strategie più perfide e dannose. Attualmente, la tragedia di Gaza è sugli scudi. Se i giornalisti facessero degnamente il loro mestiere il boato di umana indignazione dovrebbe essere assordante. In realtà ci troviamo di fronte a stentati belati. E alle bugie, al non controllo delle fonti. E se si sbaglia, come fa la Rai fascistoide, si fa finta di nulla e si passa oltre.
In questo senso è istruttivo (per chi?) il caso del "turista francese" assediato da un "branco anti-ebrei" di persone ostili. Lo scrive ancora oggi "Il Giorno", quotidiano milanese che nacque per volontà dell'Eni di Mattei in àmbito socialistoide. Ormai - è sabato - sappiamo da giorni che la realtà dei fatti è all'opposto di quella surretiziamente portata avanti per giorni, con tanto di lacrime di figlioletto, fatto passare per traumatizzato sì, ma vedendo il padre prendere a testate e pugni i malcapitati italiani di etnìa palestinese. Ho spiegato ampiamente chi sia il soggetto in questione: un estremista della Destra sionista religiosa. Eppure, ancora oggi parlano del "turista di origine ebrea minacciato". More solito, la Rai non ne fa più parola, con l'eccezione del TG3 nazionale e regionale.
Non mi piace ripetere un concetto a me caro più volte, ma il tema del giornalismo supino, anche in tv, è troppo importante per la sana sopravvivenza della Società civile. Gioggia permettendo...
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