
Mi tocca. No "svicolo tutto a mancina" come il personaggio di Hanna e Barbera. Ho visto "A Complete Unknown" ma, personalmente, l'ho trovato eccessivamente stereotipato. Vero è che il film tratta dei primi anni "mitologici" di Robert Zimmerman giunto ventenne al Village e imbattutosi in personaggi mitici, molti dei quali ho avuto il piecere di conoscere e intervistare. Lo stesso Dylan a Sirmione, ma anche la Baez diverse volte, e Bloomfield (ricordi Claudio?) e conosciuto Seeger. Fuori tempo massimo gli altri. Vedo la "stronzaggine" geniale di Bob e il poco rispetto per le donne, ma conoscendo la Baez quasto risulterebbe strano, per certi versi. La musica, certo, e quella svolta elettrica non approvata a Newport in maniera bigotta, e che invece ha portato forse alla produzione migliore di Dylan. Gli attori. Chamelet è bravo nella sua maschera nichilista da "torinese falso e cortese" (è un modo di dire, per carità) ma rende l'idea. Monica Barbaro, la Baez, è leggermente bambolesca (io ho conosciuto l'originale una decina di anni dopo) mentre trovo bravissimo Edward Norton che fa Seeger. Messa lì così Elle Fanning (Sylvie, che comunque appare sulla copertina di un album famosissimo). Tutto però si blocca nel doppio momento della morte di Guthrie e dell'incidente in moto di Dylan. Insomma: bello ma non quel capolavoro che molti amici musicalmente "usacentrici" hanno definito. Metterò una sola mi foto di Dylan, magari non con quella Stratocaster nera del '65, ma comunque quella usata nel 1987 all'Arena di Verona con Santana.
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