
Non è un addio - per carità- ma una riflessione. Ti voglio sempre bene, come ai tempi che ci siamo conosciuti a Sanremo, quando ti facevi di Enervit, e poi di notte, nella roulotte (che rima di merda) ti rifacevi di pastasciutta con il caro Elmi e Compagnia. Ho sempre amato questo di te: sei sincero anche quando conti balle, come capita a tutti, ma senza alcuna malizia. Lo fai perché dimettersi da rockstar e poi rituffarsi a capofitto è bello e creativo, e credo che lo farò anch'io. Viviamo in un mondo di fan-collezionisti e collezionisti fan. Capita anche a giornalisti, bravi, e fotografi, molto bravi. Non dico chi, ma se ci pensi...
Insomma, a parte la cortesia nei miei confronti dei Tuoi, credo che salterò questo turno sottopalco. il chissenefrega è ovviamente consentito, ma la ragione è - credo - più interessante. I concerti, in generale, sono diventati una sofferenza, una fatica inaccettabile e inconcepibile. Lo dico per i fan e per chi ci lavora. Me ne sono reso conto (un po' come te) dopo essere finito in ospedale, due anni fa, con polmonite e coronarie kaputt. Tu mi puoi capire. Questa situazione fortunatamente passata (con un pezzo di ferraglia da eliminare per tornare in palestra) mi ha fatto cosiderare quanto fatto in passato - tanto - e quanto ho ancora da fare - parecchio - tra mostre fotografiche, la pagnina Facebook e il sito brunomarzi.com riaperto in questi giorni. E poi c'è la vita vera.
Se il gioco valesse la candela (penso ai giovani, ma anche ai miei coetanei che si sbattono ancora) tutto avrebbe un senso. Non è più così da anni, da prima del Covid. Tutto dev'essere gratis, tutto dovuto... Ricordo ancora quando Gianni Sassi, nel '76, mi comprò il primo servizio fotografico live di Eugenio Finardi: 150.000 lire più iva. Gioia, orgoglio, e tutto il resto. Non è più così. A me di fotografare la figa di Elodie (scusa cara, ti rispetto ma tant'è) non frega nulla. Di ascoltare canzonette tutte uguali con l'inizio parlato e poi un semplice giro armonico mi interessa ancora meno. Di essere sommerso da tatuaggi stonati e ignoranti, per nulla. Tu, e qualche altro coetaneo, ancora oggi offrite di più: vero sudore, vera musica (che piaccia o meno. Io detesto il pistacchio, per esempio) ed emozioni positive a tante persone che vi vogliono bene, e che aiutate a resistere in questo mondo merdoso, cattivo e ingiusto.
Quindi ti do un caro, caloroso e sincero abbraccio per questo giro, salutando l' altrettanto cara "tenia Tania", i musicisti amici a partire da Alberto e lo staff a partire da Diego, ovviamente.
Per il resto pensa sempre un po' agli amici veri, a Enrico, alla tua Zocca e alla tua mamma (che forza!), a quella santa donna che ti tiene ancora, ai figli, alla salute, tua e degli altri. Credo che prima o poi ci sarà un "Fronte del Palco" 2...
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