Rodrigo Diaz, esule cileno a Trieste Il Gazzettino 2001

Pubblicato il 4 agosto 2025 alle ore 11:23

Milano
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E' subito polemica tra Rodrigo Diaz, ex musicista ed esule cileno da 16 anni organizzatore del "Festival del Cinema Latino Americano" di Trieste, dal 20 al 28 ottobre al cinema "Miela", e l' Amministrazione veneta e di Padova in particolare. "Da anni - spiega Diaz, che porterà una selezione del Festival a Verona, cinema Stigmate, dl primo al 3 novembre e a Padova, cinema Torresino, dal 5 al 7 - cerchiamo di organizzare qualcosa di particolare con il Veneto, e quest' anno ne abbiamo l' occasione con "Oriundi", l' ultimo film di Anthony Queen che narra appunto dell' emigrazione massiccia veneta in Sudamerica, e in particolare di quella padovana in Argentina. L' anno scorso la signora Vera Slepoj, allora amministratrice pubblica, non ha nemmeno risposto alle mie lettere in proposito".
Prosegue Diaz: "Stiamo lavorando con l' Associazione "Marco Tremaglia" per valorizzare questa grande lezione di italianità nel Mondo, grazie anche a una borsa di studio che comprende un anno di stage in Europa per un giovane regista italo-sudamericano. E' un tema che sentiamo molto ma che vede il Veneto, e Padova in particolare, assenti". E questo malgrado la 16esima edizione del Festival si presenti con grandi motivi di interesse. Il signor Rigotti, un famoso collezionista argentino, "presterà" un prezioso film del 1929, il primo sonoro di quel paese dedicato a al grande cantante e compositore "tanghèro" Carlos Gardel. "Si tratta dei primi videoclip del Mondo - spiega DIaz - e su 15 ben 10 si sono salvati con il restauro".
Ciliegina sulla torta è "Malabana", film opera prima del regista italiano Guido Giansoldati, girato completamente a Cuba, con maestranze cubane e l' assenso tormentato del locale Ministero. "Il fatto - spiega il regista - è che si tratta di un film "noir", il primo che mostra i quartieri dell' Avana e i personaggi che fanno traffici di droga, cocaina in particolare, e piccoli affari loschi. Intendiamoci: niente di paragonabile alla nostra delinquenza, ma si tratta della prima volta in cui il Governo lascia che si "strappi la cartolina" di Cuba vacanziera, per mostrare un lato diverso. Il progetto è nato con gli scrittori Daniel Chavarria e Leonardo Padula. La storia corre sul doppio binario di un vaso di Sèvres napoleonico ricomparso in un museo cubano e appunto sulle disavventure "vere" di un piccolo boss di quartiere".
Bruno Marzi

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