Giorgia live IlGazzettino 2001

Pubblicato il 4 agosto 2025 alle ore 11:27

Milano
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Per una cantante brava tecnicamente come Giorgia, a nostro parere il limite artistico che, malgrado una vittoria al Festival di Sanremo nel '95 con "Come saprei", le ha impedito di raggiungere una consacrazione definitiva, è stato per lungo tempo sia quello legato a un repertorio inadeguato sia una certa freddezza e mancanza di "visceralità" nell' interpretazione. Le cose, però, sono cambiate. Si è visto, e sentito, benissimo l'altra sera al Festival di Villa Arconati, inaugurato dalla 29enne cantante romana con uno show emozionale, per certi versi sexy (cioè interpretato "fisicamente") e sicuramente gradito dai 4mila presenti. Per inciso, Giorgia sta facendo gente dappertutto, con un record nella sua Roma di ben 18 mila paganti. Sarà a Villa Pisani di Strà(Pd) il 20 luglio.
Le tappe di questo definitivo salto di qualità sono sostanzialmente legate al nuovo management di Mimmo D' Alessandro, che le ha dato sicurezza e una visione "internazionale" della carriera, al contatto con il jazz ai massimi livelli con Herbie Hancock, ad un eccellente album come "Senza ali" con un terzo posto "pesante" nel "Sanremo" di Elisa, grazie a un brano "alla Bacharach" come "Di sole e d' azzurro" firmato da Zucchero e Mino Vergnaghi. Volendo dirla tutta, si può aggiungere che la fine, a quanto pare, del rapporto sentimentale con il cantante Alex Baroni potrebbe averla liberata da una specie di "competizione interna" sicuramente inconscia ma reale e limitante.
Libera e bella, insomma, nel suo tailleur nero e blu dalla scollatura immensa e maliziosa, Giorgia sfida il Mondo con le gambe ben piantate sul palcoscenico. Lo fa con una band collaudatissima e assolutamente internazionale. Ci mette del suo "sparando" forte sin dalle prime note dello show con "Save the World" e "Canzone degli innamorati (Song for lovers)". canta come se fosse l' ultima volta, come se non ci fosse un domani. Il pubblico capisce immediatamente la "diversità" di Giorgia oggi; lo fa istintivamente, senza ragionamenti tecnici o interpretativi.
La grande lezione del blues, del rock e anche della lirica, per certi versi, viene fuori tutta all'improvviso. La signorina Todrani si mette sul trespolo, "stile night", per "Dimmi dove sei" e "Prima di domani". "Come saprei" diventa un tormentone di soste e riprese, di silenzi ed esplosioni. Giorgia chiama il pubblico, adulto e presumibilmente pigro, e ne chiede la collaborazione. Canti e battimani si sprecano. Lei sparisce per pochi istanti per un cambio d' abito. "E poi" è una canzone semplice semplice, all' epoca studiata apposta per fare una specie di "sfoggio" tecnico di bravura. Una di quelle famose canzoni "minori" in repertorio. Eppure la Giorgia di oggi riesce a metterle il turbo, e a farne qualcosa di originale, a giocarci.
Ancora "Un posto migliore" e "Senza ali", e la musica non cambia, ovvero va benissimo. "Un sole dentro al cuore (Peter Pan)" precede la ludica e gioiosa "Girasole". Tutti battono le mani sul riff di "… Tu non mi basti mai". "Alba", "Io come te" ed "Exhale" precedono quella "Di sole e d' azzurro" diventata il paradigma di quanto detto sin qui. Brano corposo, ricco di colori e mai urlato, segna il punto di non ritorno per Giorgia, che da ora in poi dovrà pretendere molto sia dai suoi autori sia da se stessa. "Un amore da favola annuncia il finale di "Sueno latino". i bis di "Strano il mio destino" (appunto… ) ed "Interstellare" chiudono lo show. Successo. Quello vero.
Bruno Marzi

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