
Milano, ottobre.
Bella, intrigante e sorri dente. La nuova "fidanzata d' Italia". Non "fa paura" come certe ragazze scosciate e inavvicinabili della televisione, ma di certo non le mancano le armi della seduzione. E' una Laura Pausini nuova di zecca quella che, passando prima per l' Italia, va alla conquista dell' America. Lo fa con qualche apprensione per i noti motivi, e un disco tutto in inglese che uscirà a marzo, ma di cui non ha resistito ad anticiparci molte cose. Dimagrita di 15 chili, la 27enne simpaticissima ragazza di Solarolo è diventata addirittura sexy, grazie a un fisico mozzafiato e al bel viso "malizioso" e rassicurante allo stesso tempo, tipico delle solari ragazze romagnole.
E' sempre accompagnata da Alfredo Cerutti, fidanzato "storico" e molto affiatato, anche se molte voci parlano di un breve periodo di crisi della coppia, felicemente superato. Alfredo è anche produttore discografico e primo consigliere di Laura. Suo padre era Ico Cerutti, all' epoca famoso per un lungo flirt con Mina. Buon gusto di famiglia per le belle ragazze, insomma, purchè siano anche cantanti di talento.
A costo di sembrare retorici, la nuova Laura è una vera scoperta, insomma.
Le prime immagini arrivano da Milano in occasione della presentazione, pochi giorni fa, di "The Best of Laura Pausini", raccolta-riassunto di poco meno di dieci anni strepitosi dal punto di vista della popolarità e delle vendite discografiche, e pubblicato in tutto il Mondo in doppia versione italiana e spagnola; un cd che non è solo una raccolta, contenendo due inediti, il duetto con il cantautore brasiliano Gilberto Gil, la presenza amichevole di Nek e parzialmente ricantato e risuonato.
Laura, come mai hai deciso di cambiare la tua immagine così drasticamente?
"Per dirla con una battuta mi ero stufata di cantare con la giacca per colpa del "sederone"… Tu sai che sono una che non si fa problemi al riguardo, amo la buona cucina e la compagnia degli amici, però quella necessità di apparire sempre in giacca anche in televisione… ".
Non si tratta di un fatto estetico, allora?
"No, anzi. Direi più "preventivo" per quanto riguarda la salute. Ultimamente trovavo stancante fare concerti di due ore in sovrappeso e poco allenata, calcolando poi il continuo tour de force promozionale di viaggi, aerei e concerti a cui sono sottoposta".
Cosa hai fatto praticamente?
"Per la prima volta in vita mia mi sono rivolta a un medico, a cui ho chiesto una dieta "soft" e poco limitante, ma ricca di tanta ginnastica. Guarda che muscoli!>.
Giorgio Armani, che da sempre la veste, le sta preparando una nuova serie di abiti di scena… Ma io continuo ad essere una da jeans e maglietta!".
Però con un' immagine nuova: non solo brava ma anche veramente sexy. Tri ci abituerai?
"A dire la verità, i discografici americani me lo avevano chiesto da tempo, ma io avevo detto di non. Non mi andava di apparire come una specie di Mariah Carey italiana… ".
Cosa ci racconti degli Stati Uniti?
"Sono in partenza per un tour che inizia a Miami in questi giorni, prosegue in Sudamerica e termina a febbraio in Italia. Poi da marzo sarò negli Stati Uniti per presentare il mio primo disco in inglese Il doveva uscire ad ottobre. Quel terribile 11 settembre ero a Los Angeles per i "Grammy" latinoamericani, e con ben quattro "nomination"! Tutto ovviamente è saltato, anche perché la sede della mia Casa discografica era nel bel mezzo della disgrazia alle Torri Gemelle… ".
Come sarà la Pausini "inglese"?
"Comunque molto simile a quella che conoscono tutti. Solo la mia grande voglia di perfezionismo e pignoleria mi ha permesso di arrivare al risultato attuale, che considero entusiasmante. Il disco l' ho terminato a Capri il 28 agosto, e adesso me lo ascolto con grande emozione tutti i giorni!".
Sappiamo che con te collaborano importanti produttori americani, che lavorano con Madonna, Santana…
"E' vero, ma ho anche detto "no" a molte proposte di autori e produttori prestigiosi, ma non in linea con le mie idee. Gente con cui magari andavo a pranzo per parlare del lavoro e mi appariva umanamente "povera"… Poi ho trovato personaggi come Narada Michael Walden, K.C.Porter e Patrick Leonard, con il quale ho anche realizzato un brano decisamente rock".
Una Pausini rock, insomma?
"Solo un po'. Niente borchie, però!".
Anche la "raccolta" appena pubblicata, però, ha la sua importanza.
"Assolutamente sì. Ci sono i due inediti di "Una storia che vale", mentre "E ritorno da te", il primo singolo, esce con il video firmato da Muccino. Ho visto "L' ultimo bacio" prima che avesse successo. Ero con amici, e tutti, all' uscita, avevamo una sensazione differente… ".
E' una storia autobiografica?
"Non proprio… Forse, per cerri versi. Il bello è che, come per la vita reale, non ha un finale scritto. I primissimi successi come "La solitudine", "Non c'è", con Nek al basso, e via dicendo, sono stati reincisi con sonorità nuove e la mia voce che è cambiata negli anni. Poi c'è l' incontro artistico e umano con Gilberto Gil per "Se mi sai"".
Come è avvenuto l' incontro?
"Premetto che io ho cominciato a cantare a otto anni con mio padre nei piano-bar, e ho continuato così fino a diciotto, con l' esordio a Sanremo del '93. Certe sere si faceva un repertorio "tutto liscio" ma altre volte la serata era più "morbida". Ho sempre amato molto la bossa nova, specializzandomi nel genere, per così dire. Con Gilberto Gil, che non conoscevo di persona, c' è stato un fitto scambio di complimenti tramite interviste e commenti, continuato per anni. Poi l' ho incontrato a Milano, dopo un concerto. In studio è stata una vera magìa".
E con Phil Collins, altro vecchio amico?
"So che lui mi segue con attenzione, e forse in futuro… Attualmente sta lavorando al nuovo album, ed è molto preso>.
Per finire, con quale spirito andrai alla conquista dell' America?
"Con negli occhi le immagini della grade tragedia che ha colpito quel Paese, ma anche con la voglia di andare avanti. Credo che se non ci fosse la musica, questo Mondo sarebbe ancora più triste. E con molta umiltà, perchè io non mi sento e non sarò mai una diva, ma una a cui piace scoprire il Mondo e le persone".
Bruno Marzi
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