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Diciotto canzoni, delle quali non due ma ben sei nuove di zecca, tratte dall' album "Reveal", definito la "svolta buonista" della band di Athens e in vendita dall' 11 maggio. Questa è l' estrema sintesi dello show di mercoledì sera che i R.E.M. hanno tenuto ad uso e consumo delle telecamere di Mtv "Sonic", in onda il prossimo 28 maggio. C' era anche un vero pubblico di mille iscritti al "fan club" italiano, più ospiti come Giorgia, in procinto di andare in tour, la maggior parte dei discografici milenesi e un florilegio di sfaccendate modelle americane libere da altri impegni.
Lo "Spazio antologico" di via Mecenate, per la legge del contrappasso altro non è che il luogo, gli ex stabilimenti "Caproni", dove due anni fa andò in onda "Francamente me ne infischio" di Celentano; e i R.E.M. erano appunto ospiti del nuovo show di Adriano ieri sera, con Michael Stipe, sempre magrissimo e pelato, mentre gli altri si sono fatti crescere una discreta zazzera stile anni Settanta, preso a discernere con Adriano sulla pena di morte.
Il concerto. Bello, come sempre, ma anche innovativo nei suoni, più rock del solito, con una band allargata a sei unità molto compatta. Un vero peccato che, a detta di Stipe, tale stato di grazia si riduca a poche esibizioni promozionali e a qualche "benefit", e non foriero di un vero e proprio tour. Le luci sono bianche, per scelta televisiva, con grandi pannelli luminosi disposti a raggiera dietro la band. Stipe ha la solita giacchetta grigia, e gli occhi truccati di rosso sui lati. Sorride, sorride sempre. il primo brano, "Imitation of life", lo stesso eseguito da Celentano, è il nuovo singolo, ma i mille del pubblico di fan lo conoscono già a memoria e lo cantano.
Segue "The great beyond", dalla colonna sonora del film "Man on the Moon", mentre "What's the sequency, Kenneth" dà continuità storica alla scaletta. Ricordiamo i musicisti. Dopo l' uscita di Bill Berry, ufficialmente i R.E.M. sono Michael Stipe, voce e autore dei testi e di molte musiche, Peter Buck, il chitarrista che nei giorni scorsi ha "fatto le bizze" durante un volo aereo al punto di essere denunciato, e Mike Mills, bassista biondochiomato e occhialuto. Con loro in concerto ci sono, oggi come nel tour di "Up" del '99, Scott McCaughey alla chitarra e tastiere, Ken Stringfellow sempre alle tastiere e Joey Waronker alla batteria.
"All the way to Reno (You' re gonna be a star)" è un' altra delle novità che precede la storia "Day sleeper". Appena può il pubblico fa il coro a Stipe, che si limita a chiedere se "vada tutto bene" all' audience, con ovvia risposta positiva. Ping pong tra canzoni nuove e brani storici: "I've Been High", nuova, e poi "Elecrtolite"; "The lifting", prima traccia del nuovo cd, e a seguire "At my most beautiful". E ancora "I'll take the rain" che precede "The one I love", primo bis.
A conferma di quanto premesso ieri, dopo l' ascolto del nuovo album, l' impressione è che i brani posseggano continuità rispetto al repertorio storico. Premesso che i R.E.M. non sono mai stati "cattivi" ma solo più originali e didascalici di altri, la svolta buonista e "wenderseriana" passa inosservata. L' ultima novità in scaletta è "She just want to be" (l' essere qualcosa o qualcuno, concetto molto americano messo in crisi da Stipe, pervade il disco) che precede il "delirio" finale di "Walk unafraid", "Losing my religion" e "Man on the Moon", vecchio brano ripreso anche dall' omonimo film. Finita? ancora due brani vecchissimi e poi proprio la succitata "The end of the world", quella ripresa da Ligabue, di wendersiana memonia. Secondo noi, della generazione anni Ottanta, i R.E.M. rimangono i più bravi dal vivo, e di parecchie spanne su tutti, U2 compresi.
Bruno Marzi
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