
Nel 1910 il campionato di calcio vedeva già impegnate le squadre cittadine dal nome illustre: Genoa, Juventus, Milan, Pro Vercelli e Ambrosiana Internazionale, meglio nota come Inter, tra le tante. Cari amici, mi spiace per ieri ma è stata una partita orribile da entrambe le parti: gol casuali, difensori non al loro posto che si fanno scalare, risse in area eccetera. E il calcio di oggi: zero tecnica e grandi corse, sceneggiate per una piccola "bua". Ma è questo il teatrino che è il calcio odierno. Nel 1910, appunto, in finale per il titolo di Campioni d'Italia si affrontavano Pro Vercelli e Inter. I Leoni erano favoriti (l'anno dopo, stessa finale a Milano, vinsero 3-0) ma il Regio Esercito obbligò i giocatori che erano anche militari (tutti, praticamente) a partecipare ad un torneo internazionale militare, appunto. Se dicevi di "no", per dire, finivi a Peschiera, se non peggio. Si fece di tutto per avere un'altra data.
La Pro del presidente Bozino (che anni dopo divenne presidente Federale) chiese un motivato rinvio, che fu rifiutato. Per protesta la Pro schierò i bambini della Quarta squadra (12 anni). Finì 10-3 per l' inter che vinse così il suo primo scudetto. Non aggiungo altro se non che ancora oggi i tifosi più giovani interisti o non conoscono questa storia vera oppure accampano strane giustificazioni. Altra cosa strana, l'ultimo scudetto della Pro Vercelli coincide con la presa dei potere da parte dei fascisti; anni dopo Silvio Piola, nato a Robbio Lomellina ma vercellese per sempre, fu costretto ad emigrare a Roma nella nascente Lazio, la squadra littoria.
Insomma, amici interisti, e napoletani che avete preso per il culo i nostri sette scudetti datati, fuscello e trave, dito e luna sono ancora di moda. La foto, colorata, parla più di mille parole...
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