Il ritorno degli A-ha Il Gazzettino 2000

Pubblicato il 5 agosto 2025 alle ore 17:46

Milano
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La morale è: perché non partecipare alla festa pop del nuovo Millennio, visto che la "concorrenza" è così scarsa e "grossier"? Se lo sono detto di certo i tre danesi A-ha, eroi di una generazione pop-rock molto indovinata (Talk-Talk, Alphaville, Re-Flex e gli stessi Europe). Anche loro sono vicini agli "anta", come i più anziani Duran Duran, e alla stregua dei "cugini" inglesi (arriveranno anche gli Spandau Ballet) sono tornati in pista con un nuovo album, intitolato "Minor Earth/Major Sky", gradevolissimo e affatto banale cd di "pop song" ben scritte a ancor meglio interpretate. Gli A-ha ebbero un periodo nemmeno tanto breve di enorme successo nella seconda metà degli anni Ottanta, e in particolare nell' 86 con il brano "Take on me", il cui pluripremiato video lanciò la moda del "cartone animato" a soggetto dentro una canzone. Poi, a consacrazione imperitura, arrivò anche la colonna sonora di 007 "The livin' daylight", e un mega-tour mondiale.
Ricorderete certamente il bel Morten, biondo cantante danese che faceva impazzire le ragazzine di mezzo Mondo. Il "fenomeno" A-ha funzionò benissimo anche in Italia, grazie alla massiccia "airplay" radiofonica e alle apparizioni televisive sia al Festival di Sanremo sia al Festivalbar. Che senso ha riprovarci oggi, e a quale pubblico si rivolge la band danese? Certamente non alle teenager, o non solamente. I Tre hanno sempre avuto velleità artistiche che andavano oltre l' intenzione di essere una "boy band". Morten Harket è un eccellente cantante, molto sicuro nel "live" e vagamente rock. Pal Waaktaar e Magne Furuholmen sono stati con efficacia il "braccio armato "musicale della band.
Gli A-ha sono tornati assieme nel' 98, invitati a suonare nel corso della cerimonia di consegna dei Premi Nobel. Sempre rimasti amici, sempre in qualche modo nella musica, e senza nulla da dimostrare a chicchessia, hanno ritrovato il gusto di suonare assieme. Si può dire, poi, che il quarto membro della band sia oggi Lauren Savoy, moglie di Pat, con il quale fondò proprio i Savoy, band di buon successo negli anni scorsi. E' lei la co-autrice di numerose canzoni dell' album, e in particolare del brano che apre il cd e gli dà il titolo. Non siamo mai stati fanatici del "pop.techno" (e non techno-pop, venuto dopo) ma di certo gli A-ha ne erano i campioni migliori. Buon artigianato nordeuropeo, insomma.
Bruno Marzi

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