
Un parto decisamente riuscito, quello che ha coinvolto Francesco Baccini, da Genova, nella parte del cantautore e Andrea Braido, da Trento, in quella del “supermusicista”. La Strana Coppia del soul cantautorale nostrano si chiude per due mesi a Villa Condulmer e ci presenta “Nostra Signora degli autogrill”, un album divertente e concreto: il vecchio, caro Baccini di “Cartoons” et similia. Ospite Alessandro Haber in “Fratelli di blues” (<Abbiamo scritto assieme una sceneggiatura per il cinema, che prima o poi useremo... >, spiega) e con Lele Melotti alla batteria (<Braido suona praticamente tutto il resto... >).
<Abbiamo lavorato in grande tranquillità. Personalmente - ci spiega - ho riscoperto la mia antica verve di cantastorie “arrotolato” sul pianoforte. Spesso hanno cercato di trasformarmi in quello che non ero, e ne ho sempre pagato le conseguenze, artistiche e umane>.
Baccini ci racconta le sue nuove storie ricche di ironia, taglienti nella presentazioni, intelligenti nei contenuti. Si parla spesso di amori sfortunati e di uomini che consumano l’ esistenza alle stazioni di servizio sognando Cuba tra una “rustichella” e un cappuccino. Non manca il matrimonio fallito tra la “bella” del quartiere e la “vittima” (<La storia vera di un mio amico genovese, ma non glielo dirò mai!>).
Non mancano le gag musicali e liriche, e tutto il campionario di doppisensi e gag che ha fatto al fortuna del simpatico e 38enne cantautore genovese, attualmente <Sentimentalmente libero>, come ha più volte sottolineato. Il tour teatrale inizierà ad ottobre. Per saperne di più c’è il nuovo “sito” Internet “www.baccini.it”.
Come mai era sparito dalle cronache musicali?
<Per un po’ ho pensato anche di smettere, di fare altro, ma poi mi è passata l’ angoscia di “dover fare un album a tutti i costi”. Delle polemiche su “Nomi e cognomi” e sui giudizi duri che esprimevo nei confronti dei colleghi. Più che altro si trattava di frasi estrapolate da un contesto scherzoso e amicale, che lette sui giornali assumevano una connotazione antipatica>.
Non è che, forse, era lei un po’ “sfasato”?
<Sicuramente. Forse davo retta a cattivi consiglieri, che mi dicevano di non suonare il pianoforte, cantare e basta. Ero diventato un po’ “stronzo”, forse... Non ero certamente il “solito” Baccini, amicone e scanzonato... >.
E poi cosa è successo?
<Ho ritrovato i vecchi stimoli, e anche i vecchi amici, e la comprensione di un discografico intelligente come Roberto Magrini. Tutto bene, insomma, ma con due grandi tristezze nel cuore: la morte dell’ amico Fabrizio De Andrè e... questo Genoa che non va proprio!>.
Bruno Marzi
Aggiungi commento
Commenti