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L' ultimo appuntamento italiano con i Backstreet Buys è per Venerdì 9, allo Stadio dei Pini di Viareggio, con inizio alle 19.30. Finora è stato un successo di pubblico trionfale, con i tre "tutto esaurito" al Forum di Assago, 36mila persone in totale, a cui vanno aggiunte le 28mila ragazzine della "curva" all' Olimpico a Roma. E' probabile che a questi 64mila biglietti venduti, a 46mila lire l' uno, se ne aggiungano ancora 10, 15mila per un incasso abbondantemente sopra i 3 miliardi. Si è detto tutto sull' incredibile "appeal" che i cinque ragazzi di Orlando, Florida, hanno sulle ragazzine di tutto il Mondo, addirittura superiore a quello dei mitici Take That, anch' essi protagonisti di memorabili "happening" adolescenziali nella capace struttura alle porte di Milano, che proprio ieri sera, in contemporanea, offriva il grande cantante attore cubano-americano Ruben Bladès nell' attiguo "Festival latino-americano" all' aperto.
La verità è che, a differenza di tanti epigoni, maschi e femmine, più o meno costruiti a tavolino da sapienti manager specializzati nel genere "prendi i soldi e scappa", i Backstreet Boys sono ragazzi musicalmente di talento, tutti potenziali "solisti", uniti dall' amore per la musica "soul" e per i gruppi vocali neri degli anni Cinquanta-Sessanta. Di più. Sono loro stessi ad ammettere di non essere particolarmente attraenti, e di mirare a una carriera lunga ed "adulta", pur rimanendo grati al pubblico di adolescenti che sta già tributando un grande successo di vendita al nuovissimo album "Millennium". Ben vengano, allora, i gigionismi scenici e gli "effettacci" capaci di affascinare anche un "grande" del cinema come George Lucas, a cui i Cinque si sono ispirati liberamente ("Guerre stallari" e "Ritorno al futuro"). Sotto sotto, c'è anche della buona musica.
Bruno Marzi
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