Boyzone intervista Il Gazzettino 1999

Pubblicato il 8 agosto 2025 alle ore 10:21

Milano
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"Diversificare" è la parola d' ordine. Cosa succede, infatti, a una "boy band" a denominazione d' origine controllata, come quella irlandese dei Boyzone, ballerini e cantanti di qualità, quando, assieme al suo pubblico, questa cresce sia anagraficamente sia artisticamente? Dopo oltre 10 milioni di copie vendute dei tre precedenti album, e una raccolta, "Be request", appena pubblicata, è meglio mettere le mani avanti, allora, e dare spazio alla creatività di tutti. <Stiamo valutando una seconda sceneggiatura per un film basato sulla nostra storia - ci spiegano - che dovrebbe uscire nella prossima Primavera e andare a Cannes... >. I Boyzone come i Beatles "griffati" dal regista Richard Leister di "Tutti per uno"? <E' un progetto a cui teniamo molto - spiegano Ronan e Stephen, i più loquaci - ma che correrà parallelo sia con l' attività solistice che ci permetteremo nei prossimi mesi sia con il quarto album, previsto per il prossimo anno e a cui stiamo già lavorando>.
Nei giorni scorsi i Boyzone hanno suonato a Roma e Milano con un' affluenza di pubblico, in primis giovanissime, inferiore al previsto, tanto da spostare la "location" milanese dal capiente PalaVobis al più austero Rolling Stone. Poco importa. "When you say nothing at all", la canzone che Ronan ha scritto per la "colonna sonora" del nuovo film di Julia Roberts "Notting hill" sta andando benissimo. In più, per le fan italiane i Boyzone hanno avuto la buona idea di proporre "You needed me", il brano inedito del cd, nella nostra lingua e in duetto assieme a Max Pezzali degli 883. Lo stesso Max, per inciso, era presente alla conferenza stampa per realizzare un servizio fotografico con i ragazzi irlandesi; informato da noi sul "successo" ottenuto dal film "Jolly blu" ai "Fiaschi d' oro", assieme ad Alessia Mertz e a lui stesso come interprete, il musicista di Pavia ha commentato con un sorriso, senza peraltro aver ben compreso la situazione...
<Sapevamo che Max è molto famoso e bravo - continuano i Boyzone - e quindi ci è sembrato giusto invitarlo per questo "regalo" fatto ai fan italiani. Non è detto che la collaborazione non possa continuare in futuro. In Italia ci troviamo molto bene. Abbiamo fatto "passaggi" televisivi molto buoni e il pubblico è molto cordiale>. Sulla partecipazione al "Pavarotti and Friends" di Modena, i ragazzi irlandesi (un paio ha già moglie e figli) commentano entusiasti: <E' stato un onore essere invitati direttamente dal maestro Pavarotti, in un contesto di assolute celebrità mondiali. E' una specie di suggello a quanto abbiamo fatto di buono sin d' ora nella nostra carriera. A Modena ci siamo anche divertiti. Il servizio d' ordine era imponente e soffocante; malgrado ciò, siamo riusciti a portare sul palco con noi un giornalista di "Q" che era con noi per un servizio. Così, un perfetto sconosciuto ha cantato in Mondovisione "We are the World" con tutti gli altri!>.
Bruno Marzi

 

Foto ufficio stampa.

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