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Ci hanno messo quasi diciotto anni per incontrarsi, ma poi si sono scoperti in grande sintonia. Ieri sera in televisione, in una delle migliori puntate di "Night express", su Italia Uno, il grande Jackson Browne e Ron hanno eseguito assieme "The road", resa celebre nel nostro paese con il titolo di "Una città per cantare" grazie a una doppia versione: Ron da solo, e con Dalla e De Gregori a fargli il contrappunto. Bella la canzone originale, rispettosissima la versione che ne fece allora il musicista di Dorno. Il tutto è stato ingentilito dalla presenza al violino di Andrea Mirò, brava musicista alessandrina con un passato di cantante a "Sanremo Giovani".
Non solo. Alla fine dello show, o quasi, al weastcostiano neocinquantenne Browne e al lombardo 47enne Cellamare Rosalino, si è unito un Niccolò Fabi mai tanto modesto e piacevole. Il brano scelto, anch' esso famosissimo, è stato "Stay", che nella versione italiana, alla fine degli anni Sessanta, suonava più o meno: "Papà, non lo saprà mai, e mamma non saprà mai...", eccetera. A furor di pubblico, c' è stato anche il "bis", con un Jackson Browne sicuramente divertito e meno paludato rispetto all' esibizione di pochi giorni fa a Sanremo, dove gli è stata conferita la "Targa Tenco". Una volta tanto, la televisione ha fatto qualcosa in più, e in meglio, rispetto a una situazione più consolidata e rispettata come quella del palcoscenico sanremese.
Cosa non si è visto ieri sera in trasmissione? Di certo l' interesse divertito della presentatrice Paola Maugeri (e con lei le ospiti Claudia Gerini ed Eleonoire Casalegno) per il bel cantautore statunitense; così come non si è notata la genuina attenzione, da collega a collega, che Browne ha avuto sia per Ron, da solo al pianoforte in "Stella mia", sia per Niccolò Fabi, con la rumorosa band impegnato in "Rosso" versione saltellante. Divertente ancora Jackson Browne, che, nascosto in un angolo, cercava di farsi fare in diretta la traduzione del brano, che parla di un funerale immaginato e di una fidanzata affatto triste.
E' stata una bella serata, insomma, che avvicina faticosamente la televisione alla buona musica (pesantissime, per contro, le anticipazioni viste di "Raisat cultura", con mini-conferenze rock di famosi colleghi assoldati alla bisogna). "Stiamo faticando molto - ci confessa il promoter Maurizio Salvadori - perché dietro ad ogni duetto e partecipazione speciale c' è un lungo lavoro di trattativa. Devo dire che di norma è più facile con gli artisti stranieri che con gli italiani... ".
Bruno Marzi
Mia foto, ma giuro che appena trovo le altre la sostituisco...
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